La crisi non intacca la vendita diretta a domicilio (+ 4,6% rispetto al 2010)

 La vendita diretta a domicilio si conferma come l’unico settore in buona salute del commercio al dettaglio. Mentre nei primi nove mesi del 2011 il valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio ha segnato, rispetto all’anno precedente, una flessione dello 0,7%, quello delle vendite della grande distribuzione sono diminuite dello 0,4% e quelle dei piccoli esercizi commerciali hanno registrato un calo del 1,1%, le imprese associate Univendita (Unione italiana vendita diretta) hanno segnato un deciso +4,6% rispetto ai primi tre trimestri del 2010 facendo registrare un fatturato di 748 milioni e 875mila euro. “Nonostante la crisi, nonostante il calo dei consumi delle famiglie italiane, la vendita diretta a domicilio cresce ancora e lo fa, ininterrottamente, da sette anni: segnale inequivocabile della qualità dei prodotti e della professionalità degli incaricati alla vendita” ha commentato  Luca Pozzoli, presidente di Univendita.

Nel dettaglio, il comparto più dinamico è stato quello della “cosmesi e accessori moda” che ha segnato un incremento del 7,7%, seguito dai “beni durevoli casa” (+4,3%) che, con il 61% di quota di mercato, è il comparto di maggior rilievo della vendita diretta a domicilio. Tiene anche il comparto “alimentari e beni di consumo casa” (+2,6%). Da segnalare, tra i “beni e servizi” il settore “viaggi e turismo” cresciuto del 24%.

Anche sul fronte occupazionale, si registra un incremento del numero degli incaricati alla vendita che, nei primi nove mesi dell’anno, superano le 55mila unità (55.017) con un incremento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2010.

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