Liberi Farmacisti ribadiscono: necessaria liberalizzazione farmaci fascia C

Riuniti a congresso a Rimini, i farmacisti non titolari hanno ribadito la necessità della liberalizzazione dei farmaci di fascia C e quella della modifica strutturale del contratto dei farmacisti dipendenti per un nuovo “rinascimento della professione”. Alla guida del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, nel IV Congresso di ieri, è stato confermato presidente Vincenzo Devito.

La liberalizzazione dei farmaci di fascia C è considerata una riforma fondamentale per realizzare il libero esercizio della professione. “Sin da domani lavoreremo per creare le condizioni affinché il prossimo Governo metta in agenda l’approvazione di una legge che serve innanzitutto al Paese e ai cittadini per creare condizioni di reale concorrenza nel settore del farmaco”, ha ribadito il Movimento, sottolineando che “la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, è stato più volte ripetuto, è parte integrante della creazione della farmacia non convenzionata, già nei fatti con la liberalizzazione dei farmaci veterinari con obbligo di ricetta e la possibilità per le parafarmacie di realizzare preparazioni in laboratorio che non richiedono la ricetta del medico”.

Altro tema considerato fondamentale è la modifica del contratto dei dipendenti dal settore del commercio a quello sanitario: a sostegno di questo cambiamento sono state presentate oltre 20.000 firme raccolte dal MNLF, iniziativa condivisa anche dal presidente della FOFI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti )  Andrea Mandelli. Il cambio di contratto è considerato dal Movimento un obiettivo strategico, “perché i farmacisti non potranno mai rivendicare un nuovo ruolo nel sistema sanitario nazionale con un contratto afferente al commercio, lo stesso che regola i rapporti di lavoro di domestiche e addetti alle pulizia, acconciatori e perpetue, portieri dei condomini e vigilantes. Tutti mestieri degnissimi – osserva il MNLF – ma che sono altra cosa rispetto alle figure sanitarie alle quali i farmacisti vanno invece doverosamente assimilati. Si tratta di un passo essenziale per cambiare la condizione economica dei farmacisti dipendenti, ritenuta ‘offensiva e all’ultimo gradino in Europa in fatto di retribuzione’”.

Durante il congresso, il presidente Devito ha inoltre annunciato la costituzione di un nuovo soggetto di rappresentanza, la Confederazione delle libere parafarmacie italiane, candidato a rappresentare tutti i liberi esercizi farmaceutici di vicinato.

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