Nielsen: consumatori globali sentono la crisi e cambiano abitudini per risparmiare

A livello mondiale i consumatori continuano a sentire la crisi e aumenta la percezione della recessione economica. Cambiano, come segnalato da diverse indagini, i comportamenti d’acquisto, c’è la tendenza a tagliare le spese domestiche e a modificare le abitudini di spesa per risparmiare: fenomeno che ormai interessa 7 consumatori su 10. I più preoccupati sono gli europei. Quelli che sostengono di sentire la crisi economica sono il 75% nel terzo trimestre del 2012. In linea generale, invece, nel mondo la fiducia globale dei consumatori cresce di un punto percentuale. I dati sono di Nielsen.

L’indagine globale sulla fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa condotta da Nielsen, “Global Survey of Consumer Confidence and Spending Intentions” istituita nel 2005, rileva via internet il livello di fiducia, le principali preoccupazioni e le intenzioni di spesa di più di 29.000 consumatori in 58 Paesi.

La percezione della recessione economica è in aumento: il 62% degli intervistati a livello globale ha affermato di sentire la crisi – percentuale in rialzo rispetto al 57% rilevato nel trimestre precedente e allineata ai risultati del 3° trimestre del 2011. Inoltre, metà (49%) di quanti si sono espressi in questi termini ritiene che tale condizione permarrà anche il prossimo anno.

È soprattutto in Europa, America Latina e nei Paesi dell’area Asia-Pacifico che un numero maggiore di intervistati ha dichiarato che il proprio Paese attraversa un periodo di recessione più grave rispetto all’anno precedente e al trimestre precedente. Gli europei che sostengono di sentire la crisi sono aumentati, passando dal 71% del 2° trimestre al 75% del 3° trimestre. “Nel corso dei prossimi trimestri, le maggiori preoccupazioni relative alla crescita globale continueranno a concentrarsi sull’Europa, considerato che le principali economie di quest’area sono al limite della recessione o stanno già attraversano un periodo di crisi economica”, ha spiegato Venkatesh Bala, Chief Economist presso The Cambridge Group, società  del gruppo Nielsen.

A livello globale, i consumatori continuano a tagliare le spese: 7 su 10 (69% degli intervistati) dichiarano infatti di aver modificato le proprie abitudini per risparmiare sulle spese domestiche, con una tendenza in aumento. Di questi, il 52% degli intervistati ha dichiarato di aver speso meno per l’abbigliamento e per l’intrattenimento fuori dalle mura domestiche (48%). Altri tagli  sono stati fatti su gas ed elettricità (47%), acquistando prodotti di marchi più economici (39%) e riducendo le spese telefoniche (33%). La crisi dell’Eurozona, rileva Nielsen, continua a creare turbolenza a livello mondiale e condiziona l’export asiatico. Fra i consumatori rimane incertezza e reticenza a spendere.

Se si guarda solo all’Italia, “nonostante l’aumento di 5 punti nell’indice di fiducia, in Italia preoccupazioni rispetto al lavoro continuano ad aumentare così come la percentuale di famiglie che vorrebbero risparmiare dopo aver affrontato le spese di base” ha dichiarato Roberto Pedretti, Managing Director Watch&Buy Nielsen Italia. Così le famiglie continuano a ridurre i volumi acquistando solo i beni necessari per compensare la crescita dei prezzi.

Passando invece a esaminare la fiducia dei consumatori nel mondo, emerge che nel terzo trimestre del 2012 la fiducia globale dei consumatori è cresciuta di un punto rispetto al trimestre precedente, arrivando a 92, e di 4 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (3° trimestre 2011).

Durante l’ultima fase dell’indagine, condotta fra il 10 agosto e il 7 settembre 2012, il livello generale di fiducia è aumentato nel 52% dei mercati mondiali presi in esame da Nielsen, rispetto all’aumento nel 41% dei mercati registrato nel trimestre precedente.

“I risultati del terzo trimestre rispecchiano una tendenza generale né positiva, né negativa, poiché i consumatori si muovono con molta cautela – spiega Venkatesh Bala – Nel terzo trimestre del 2012 i consumatori si sono rivelati prudenti, soprattutto in Europa, dove nonostante le recenti politiche di stabilizzazione promosse della Banca Centrale Europea, la situazione economica continua ad essere molto precaria. La crescita dell’esportazione cinese, soprattutto verso l’Eurozona, ha subito un notevole rallentamento, parallelamente alla contrazione dei consumi a livello locale. I consumatori statunitensi, seppur meno condizionati dall’andamento dell’Europa, si rivelano comunque ancora cauti di fronte ad una ripresa instabile, caratterizzata da livelli di disoccupazione alti e dall’aumento  insoddisfacente dei salari.”

 

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