2 novembre, l’80% degli italiani va al cimitero, la metà con i fiori. Prezzi accettabili

L’80% degli italiani non rinuncia alla visita al cimitero durante le festività dell’1-2 novembre e il 48% porta con sé dei fiori (per una spesa complessiva di 400 milioni di euro). Di questi più della metà li acquista sul posto mentre gli altri preferiscono il fioraio di fiducia.  E’ quanto emerge da un sondaggio online condotto dal sito www.coldiretti.it che conferma il legame con una ricorrenza che resta tra le più radicate della tradizione nazionale.

“Il crisantemo – sottolinea la Coldiretti – è il dono preferito in questa occasione come steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori (giallo, bianco, fucsia). I prezzi anche per la crisi sono stabili rispetto allo scorso anno e variano  a seconda del momento e dei luoghi. I prezzi di vendita per i fiori recisi – riferisce la Coldiretti – variano da 1,5 euro a 8 euro per quelli più grandi e possono arrivare ai 15 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori”.

Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, quest’anno sul mercato ci saranno prodotti di qualità, a prezzi economici. Per i crisantemi c’è un’ampia gamma di offerte diverse per forma, colore, grandezza e prezzo. Le quotazioni all’ingrosso restano in linea, se non più basse, con quelle dello scorso anno: tra 0,60 e 0,75 euro a stelo delle varietà Anastasia, Avignon, Dalia, Dylana, Eleonora, Pin Pon, Resolute, Sheena, Snow Down, Spider e Veneri. Dalle prime stime della Cia emerge che i consumi di crisantemi dovrebbero risultare simili a quelli dell’anno passato. Stesso trend per altri prodotti floricoli, come le orchidee, i lilium, le ederine. “Ogni anno in Italia – conclude la Cia – si producono più di 600 milioni di steli di crisantemi e circa 10 milioni di vasi. E la loro vendita, per una tradizione che è propria della cultura italiana, è concentrata molto tra la fine di ottobre e la prima decade di novembre”.

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