Agroalimentare, indagine Antitrust: potere GDO, svantaggi sui consumatori

Il settore agroalimentare è governato dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), il cui potere di mercato è cresciuto molto negli ultimi anni: si è rafforzato il ruolo delle centrali di acquisto, con effetti non proprio vantaggiosi sui fornitorie sui consumatori finali. E’ questa la fotografia del ruolo della GDO nella filiera agroalimentare che emerge dall’indagine conoscitiva dell’Antitrust conclusasi nelle scorse settimane.

L’indagine ha evidenziato la presenza di criticità tanto nelle caratteristiche strutturali quanto in quelle di funzionamento del settore, riscontrando in particolare un aumento della problematicità nei rapporti tra fornitori e grandi distributori. Fondamentale al riguardo il ruolo delle centrali d’acquisto che sembrano avere favorito la trasparenza delle condizioni contrattuali con i produttori, rendendo anche meno fluida la catena delle contrattazioni e riducendo il grado di competizione tra le catene distributive, con effetti negativi sulla possibile riduzione dei prezzi a valle.

Anche il fenomeno del trade spending – l’insieme dei compensi versati dai fornitori alle catene della GDO per remunerare servizi promozionali, distributivi e di vendita – appare aver contribuito, da un lato, ad aumentare la conflittualità tra produttori e distributori e, dall’altro, ad indebolire la competizione sui prezzi finali, alzando il benchmark di costo per la competizione di prezzo tra catene.

L’Autorità, alla luce dell’incremento del potere di mercato della GDO dal lato della domanda, ricorrerà a tutti gli strumenti di intervento previsti dalla normativa a tutela della concorrenza, valutando gli eventuali effetti anticompetitivi sul benessere del consumatore non solo in un’ottica di breve periodo ma anche di medio-lungo periodo. In materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari, accanto agli strumenti tradizionali (valutazione preventiva delle concentrazioni, accertamento e sanzione di intese e abusi) l’Autorità dispone ora di una nuova leva d’intervento costituita dall’articolo 62 della legge n. 27/2012, che le consente di sanzionare condotte che rappresentano un indebito esercizio del potere contrattuale dal lato della domanda a danno dei fornitori. Grazie a questo nuovo potere, l’Autorità potrà intervenire per proteggere l’interesse pubblico rappresentato dal corretto assetto concorrenziale del mercato quando le relazioni commerciali di natura verticale (non qualificabili come intese verticali o come abusi di posizione dominante) tra GDO e fornitori producano indirettamente effetti negativi “apprezzabili” su tale assetto.

Un commento a “Agroalimentare, indagine Antitrust: potere GDO, svantaggi sui consumatori”

  1. costante ha detto:

    Possibile che la gdo continui a fare concorrenza sleale ai prodotti migliori e più graditi copiandoli e poi eliminandoli dagli scaffali???