Aumento dell’Iva, tutti contrari

Non ci stanno, Consumatori e categorie produttive, all’aumento dell’Iva “di un solo punto”. Invece di essere scongiurato, il ritocco al rialzo c’è stato e non viene affatto apprezzato: non compenserà il taglio Irpef, avrà ricadute pesanti sui bilanci già provati delle famiglie, verrà pagato per intero da tutte quelle persone che già non pagano Irpef, perché dal reddito bassissimo, che vedranno aumentare ancora i prezzi. È una levata di scudi generale, quella che accompagna la decisione del Consiglio dei Ministri di aumentare l’Iva dal 10 all’11% e dal 21 al 22%.

L’aumento dell’Iva è stato dimezzato rispetto alle previsioni. Ma non annullato. E le associazioni dei Consumatori protestano. Per Federconsumatori e Adusbef, ad esempio, l’aumento dell’Iva è “un’operazione suicida per l’economia del nostro Paese”, già attraversato dal crollo dei consumi e del potere d’acquisto delle famiglie. Le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori parlano di una flessione del 5% dei consumi per ques’tanno e di una diminuzione del potere d’acquisto del 13,2% dal 2008 a oggi. Per una famiglia media, la minore spesa è di quasi 1500 euro annui. “In questa situazione spaventosa, bisognava eliminare anche l’ipotesi di un aumento dell’Iva. Parlare di dimezzamento è una presa in giro: si tratta di un aumento a tutti gli effetti, che porterà alla rovina le famiglie e l’intera economia – spiegano Federconsumatori e Adusbef – Le ricadute saranno di oltre 136 euro annui a famiglia. Per non parlare delle gravi ripercussioni che l’aumento dell’Iva avrà sui prezzi dei carburanti e, per riflesso sui costi di tutti i beni ed i servizi”.

Il Codacons parla espressamente di “una presa in giro dei consumatori ai quali il Governo, fino a ieri, aveva promesso che avrebbe fatto di tutto, fino all’ultimo, per scongiurare questo aumento, visto il crollo dei consumi”. Invece la tassazione è stata spostata sui consumi in un momento in cui questi invece stanno crollando. Quanto peserà l’aumento dell’Iva sulle famiglie? In media, calcola il Codacons, 273 euro annui. Dipende poi dai componenti: per una famiglia di tre persone, la stangata sarà di 324 euro annui, divisi fra 209 euro derivanti dalla spesa per beni con Iva al 22% e 115 euro per la spesa con l’Iva all’11%; per una famiglia di quattro persone, si calcolano rincari di 432 euro annui (rispettivamente, 279 euro per la spesa con l’Iva al 22% e 153 euro per la spesa con Iva all’11%). Se poi la famiglia è composta da cinque persona, la spesa totale aumenterà di 540 euro.

Anche le categorie produttive sono nettamente critiche verso il provvedimento. “E’ il caso di dire che la notte non ha portato consiglio”, sintetizza Confcommercio-Imprese per l’Italia, che spiega così le decisioni su Irpef e Iva: “Si tratta di un duplice errore di metodo e di merito: di metodo, perché gli obiettivi fondamentali dell’azione di politica economica del Governo, peraltro ribaditi anche in occasione dell’incontro con le parti sociali di ieri pomeriggio, non possono essere repentinamente rimessi in discussione; di merito, perché l’aumento dell’aliquota Iva del 10% all’11% e dell’aliquota Iva del 21% al 22%, in un contesto ancora pienamente recessivo e segnato dall’estrema debolezza della domanda interna, genererà effetti pesantissimi a carico dei consumi e degli investimenti, delle imprese e dell’occupazione. Effetti che non saranno neppure compensati dalle riduzioni Irpef, posto che gli aumenti Iva incideranno maggiormente proprio sugli scaglioni di reddito più bassi, a partire dai soggetti fiscalmente incapienti. Va poi ricordato che l’inasprimento dell’aliquota Iva ridotta – dal 10% all’11% – penalizzerà molti prodotti alimentari, la competitività della nostra offerta turistica e l’intera area delle ristrutturazioni edilizie”.

Che lo scambio Irpef-Iva non sia favorevole alle famiglie è opinione anche di Confesercenti. “Lo scambio tra taglio delle aliquote Irpef e aumento dell’aliquota Iva non è un favore alle famiglie. Anzi, è un’altra inaccettabile “mazzata” da circa 1,5 miliardi di euro mascherata da taglio della pressione fiscale”, afferma la sigla, spiegando che “in sostanza se, da un lato, le famiglie potrebbero ‘beneficiare’ in media di circa 200 euro dal taglio Irpef, dall’altro, a parità di consumi, dovranno sborsarne 264 in più in virtù dell’aumento Iva”.  Senza contare che “questo scambio ineguale sarà del tutto in perdita per quegli strati sociali più poveri che già ora sono esenti dall’Irpef: per loro la prospettiva è una sola, ovvero pagare per intero l’aumento dell’Iva”.

Note critiche piovono ancora da Confedercontribuenti, che parte da questa considerazione: quasi 3 italiano su 10 non hanno potuto pagare la dichiarazione dei redditi 2011. I cittadini, insomma, “fanno la dichiarazione dei redditi per mettersi in regola con il Fisco, ma poi non riescono a pagare l’F24 e quindi il debito con lo Stato”. In questo contesto, la manovra approvata dal Governo “non alleggerisce il carico fiscale ma lo aggrava: l’ ulteriore 1% di Iva colpisce tutti i contribuenti deprimendo i consumi e, di fatto, aumentando l’imposizione”, spiega Confedercontribuenti.

Note critiche arrivano anche dagli albergatori di Federalberghi, che nel trimestre estivo hanno registrato una perdita del 3,1% di pernottamenti (esito di un meno 6,2% di italiani e di un più 0,6% di stranieri). Federalberghi  apprezza la limatura delle aliquote Irpef e la proposta di modifica del titolo V della Costituzione, ma ritiene anch’essa negativo l’aumento dell’Iva che, spiega il presidente Bernabò Bocca, “oltre a ridurre ulteriormente il giro d’affari del settore, porrà l’Italia turistica ai margini di un mercato che vede nell’esposizione delle tariffe l’unica arma di competitività riconosciuta a livello globale dalla clientela, in una fase di recessione quale l’attuale”.

“Tante ombre e poche luci. Così si può definire la legge di stabilità approvata dal governo – commenta a sua volta Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori – Un provvedimento fatto di ulteriori pesanti tagli, con la prospettiva di un aumento, seppur di un punto rispetto ai due annunciati, dell’Iva che rischia di fiaccare ancora di più i consumi che sono già abbastanza depressi. Avrà un effetto destabilizzante. Di crescita, invece, nulla. A sostegno delle imprese non troviamo misure adeguate. Un discorso che vale soprattutto per l’agricoltura, che anche questa volta è stata inspiegabilmente esclusa dal confronto fra il governo e le parti sociali”.

Secondo la Coop, “l’annunciato aumento dell’Iva, anche se di un solo punto percentuale, è una autentica calamità. Provocherà un ulteriore abbassamento dei consumi e comporterà un aggravio di circa 270 euro a famiglia non compensato dal mini taglio dell’Irpef. In tempi di recessione, è un provvedimento assolutamente controproducente, tale da incidere sul 73% dell’intero paniere di spesa, e peserà in maniera devastante proprio su quei 20 milioni di famiglie italiane a reddito basso, medio basso e medio per le quali servirebbe viceversa una manovra di sostegno”.

5 Commenti a “Aumento dell’Iva, tutti contrari”

  1. Rinaldin Franco ha detto:

    QUESTO E’ UN GOVERNO INDEGNO ED INCAPACE; SONO DEI SEMPLICI PREOFESSORI CAPACI SOLO DI STUDIARE LE LORO MATERIE MA ESTREMAMENTE INCAPACI DI GOVERNARE UN PAESE!!!
    IL GOVERNO MONTI DOVEVA OPERARE CON RIGORE ED EQUITA’ MA HA OPERATO SOLO CON RIGORE CONTRO I LAVORATORI, PENSIONATI, GENTE POVERA E DEBOLE!!! INDEGNI!!!
    ED INVECE DEVONO FARE SUBITO LA TASSA SUI GRANDI PATRIMONI CHE VA BENE ANCHE A MONTEZEMOLO E A DELLA VALLE E SUI CAPITALI SCUDATI CHE HANNO EVASO SEMPRE LE TASSE ED ORA SI SONO FATTI UNA VERGINITA’ PAGANDO SOLO UN PICCOLO OBOLO!!!” INFAMI!!!
    CORDIALI SALUTI.
    RINALDIN FRANCO

  2. ANTONIO DIOMEDE ha detto:

    è mai possibile che la sinistra non si sia accorto che i professori ci stanno prendendo per il sedere?????

  3. Sergio ha detto:

    Basta con un governo spacciato inizialmente come tecnico e che prende ormai solo decisioni pesantemente politiche senza essere stato eletto dagli italiani

  4. vic ha detto:

    .è un governo allo sbando…..forse ha finito il suo compito.

  5. Damiano ha detto:

    Se questo governo di tecnici vuole renderci ancora più poveri, ridurci allo stesso stremo della Grecia, ce lo dica senza “manovre che nel lungo periodo si faranno apprezzare!” Aumentare dell 1% i beni alimentari significa che tante persone non potranno mangiare che pane e …..nient’altro. Questi signori non sono tecnici sono affamatori della povera gente! I soldi si devono attingere dai palazzi del governo!