Benzina all’insù, rivedere l’accisa mobile

Per gli automobilisti il conto è sempre più salato. E’ quanto rileva un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori secondo cui, a causa dell’aumento del costo dei carburanti, i maggiori costi per i cittadini si attestano a 768 euro all’anno tra costi diretti (420 euro) e indiretti (348 euro). A preoccupare maggiormente sono proprio questi ultimi: “Come dimostrano i dati odierni, infatti, l’aumento dei carburanti contribuisce in maniera notevole all’incremento del tasso di inflazione. Di questo passo, a fine anno, vi sarà un’ulteriore spinta al rialzo del +1,1%” si legge in una nota diffusa dall’Associazione.Ma, mentre le tasche degli automobilisti si svuotano, si rimpinguano le casse dello Stato e delle compagnie petrolifere: gli aumenti registrati rispetto ad agosto 2011 sono pari a +21 centesimi al litro per che finiscono nelle casse dello Stato e +14 centesimi al litro che arricchiscono i guadagni delle compagnie.

Per questo è necessario – secondo Federconsumatori –  intervenire con urgenza avviando seri controlli e prendendo provvedimenti severi contro le speculazioni sempre presenti nel settore; disponendo una seria modernizzazione dell’intera filiera; avviando una diminuzione delle accise, come fatto in Francia, di almeno 6 centesimi al litro, che permetterebbe un risparmio di 131 Euro annui per costi diretti ed indiretti. 

Dello stesso avviso anche la Fiab-Confesercenti: “Bisogna reintrodurre la cosiddetta accisa mobile e abbassare il prezzo della benzina utilizzando il maxigettito Iva e, sull’esempio del Governo francese, abbassare di almeno 3 centesimi il prezzo alla pompa considerato che i carburanti, nella loro complessità pesano per oltre un quarto su beni e servizi prodotti e distribuiti e per circa il 10% solo sui costi di distribuzione” si legge in una nota.

“Rivedere adesso il livello di tassazione di accise ed Iva sui prodotti petroliferi è un impegno a cui il Governo non può sottrarsi, considerato che, l’accise sulla benzina ha raggiunto quota 0,726 e sul gasolio 0, 615 mentre l’Iva sui due prodotti sconta il 21% contro la media dell’area euro al 19,67. Abbiamo già denunciato che la componente fiscale italiana ha una incidenza del 4% superiore a quella dell’area euro, in media tra gasolio e benzina. Se l’incidenza fiscale italiana si allineasse a quella dell’Area Euro – conclude la Faib – si stima un risparmio annuale per le famiglie italiane di circa un miliardo di euro che andrebbe a pareggiare il maggior gettito prodotto dall’iva nel corso dell’anno”.

Un commento a “Benzina all’insù, rivedere l’accisa mobile”

  1. NINO ha detto:

    Quando si metterà la parola fine a questa escalation dei prezzi del carburante? Si parla di tutto (se ne parla ma non si conclude mai niente perchè la soluzione dei problemi vengono sempre rimandati) Il Governo parla sempre,parla soltanto,di dover fare qualcosa per la “crescita” ma continua ad incassare tutte le accise collegate al carburante e, pertanto,lascia tutto in mano ai petrolieri che,tutte le rinunce dei consumatori per ridurre il consumo del carburante se ne ride perchè tanto,loro,l’util lo mantengono costante aumentando il prezzo alla pompa regolarmente di pari passo con le economie del mercato.Quindi vanno a pesare maggiormente su chi non può lavorare senza carburante vedi:Trasporti merci,mezzi pubblici,rappresentanti di commercio,ambulanze,pescatori professionisti e simili.Questo ovviamente ricade sul costo dei prodotti al consumo e,di conseguenza sempre sul misero consumatore che continua a stringere la cintola…e allora quando potrà mai riprendere a crescere il famosoPIL? La gente non spende più v,vive a “pane e acqua i produttori di beni falliscono perchè non vende allora Mario Monti ci vogliamo dare una dritta o aspettiamo la fine legislatura per la famosa crescita in modo da dire richiedetemi al Governo perchè vedete quanto sono bravo? Ma và..