Benzina, Altroconsumo: su un litro si paga 60% di tasse

Sull’acquisto di un litro di benzina si paga ormai il 60% di tasse. E l’aumento delle accise deciso dalla legge finanziaria in via di approvazione ha fatto salire il divario fra Italia e resto d’Europa: il Belpaese segna i prezzi più alti per i carburanti.Il rischio è che l’automobile diventi un bene di lusso, anche perché tutto il 2011 è stato un anno nero per i rincari che hanno toccato il settore. Una rilevazione dei prezzi condotta da Altroconsumo in alcuni distributori di Milano, Roma e Napoli evidenzia la differenza fra modalità “servito” e self service, e fra distributori di marca e indipendenti.

“I prezzi alla pompa sono più o meno simili, anche se nel capoluogo campano si è costretti a pagare un’addizionale regionale di 2,58 centesimi – spiega l’associazione – Il self service, con un risparmio del 2,5%, è sicuramente più conveniente. Se si sceglie di far da sé in un distributore indipendente, il risparmio arriva a sfiorare il 5% rispetto alla stessa operazione condotta in una stazione di servizio di marca e con l’ausilio del benzinaio. Ma l’effetto più deleterio dell’aumento dei prezzi riguarda la costante riduzione di concorrenza. Nell’inchiesta abbiamo confrontato i dati per prezzo industriale: al netto di accise e Iva. È emerso quanto siano più convenienti le pompe bianche, slegate da qualsiasi compagnia petrolifera: qui i risparmi arrivano a sfiorare il 10% rispetto agli altri distributori, mentre la forbice si riduce al 5% se si compara il servizio self service a quello assistito”.

Altro dato che emerge è la differenza di prezzo rispetto agli altri paesi europei:  escludendo le tasse, in Italia i prezzi della benzina sono più alti del 10% se si ricorre al benzinaio, mentre l’aumento si riduce al 4% se si opta per il self service. In Germania, Francia e Gran Bretagna, la benzina costa meno rispetto all’Italia – il costo della verde va in media da 1,48 euro/litro in Francia a 1,56 euro/litro in Gran Bretagna.

All’aumento dei prezzi in Italia hanno contribuito soprattutto l’aumento dell’Iva al 21% e quello delle recenti accise. “Dopo i finanziamenti raccolti a luglio per il fondo dello spettacolo e a ottobre per rimediare al disastro idrogeologico di cui è rimasta vittima la Liguria, l’ultima stangata – argomenta l’associazione – l’ha prodotta la legge finanziaria in via di approvazione: in 12 mesi il costo della benzina è così lievitato di poco più del 35%. Oggi sull’acquisto di un litro di benzina, si paga il 60% di tasse: un autentico salasso”.

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