Benzina, ancora prezzi all’insù. Faib: diminuzione dei consumi energetici

Ci sarebbe una relazione tra l’accelerazione dei prezzi dei prodotti petroliferi e delle accise dei carburanti con il calo dei consumi energetici. A rilevarlo uno studio di Faib-Confesercenti. Spiega il presidente della Confederazione, Martino Landi: “La forte contrazione dei consumi energetici si accompagna al rincaro dei prodotti petroliferi. A questo si somma un’ulteriore riduzione dei margini dei gestori delle pompe di benzina che si attesta al 2%. Si tratta di una situazione insostenibile dove i benzinai devono fare i conti con un forte inasprimento dei costi di gestione. Nell’ultimo triennio, infatti, il settore ha subito una contrazione del 14% a cui si aggiunge l’aumento dell’imposizione fiscale. Questo si traduce nell’impossibilità, per i gestori, di competere sul mercato. Se si continua con questo passo nel 2012 chiuderanno migliaia di punti vendita”.

In effetti i prezzi sono alti, troppo. Oggi si registra un nuovo record. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia, i prezzi praticati registrano aumenti significativi per tutti i brand (sebbene non riflettano appieno le dinamiche dei prezzi raccomandati) con picchi di 1,822 euro/litro per la benzina e di 1,736 euro/litro per il diesel. Anche le no logo si muovono all’insù, ma in maniera più cauta. Il gap con le petrolifere resta superiore agli 8 centesimi.

Intanto i Consumatori parlano di “una situazione insostenibile” : “Alla luce dei nuovi rincari le ricadute per i cittadini saranno pesantissime, non solo per i pieni di benzina, ma anche per tutti i prodotti di largo consumo che, come è noto, sono trasportati su gomma” spiegano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Solo nel settore alimentare, infatti, secondo le stime dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori), il rincaro supererà quota +161 Euro annui a famiglia.

Che fare? Secondo i Presidenti “si rendono estremamente urgenti misure concrete per calmierare i prezzi dei carburanti, a partire da una completa liberalizzazione del settore che consentirebbe un risparmio pari a 216 euro annui”. Anche l’Adoc è convinta si debba liberalizzare il settore ma prima è necessario separare chi produce carburanti e chi vende impianti “Senza quest’intervento qualsiasi liberalizzazione non potrà mai essere completa – continua Pileri – Inoltre, una volta finita l’emergenza economica, riteniamo sia opportuno rivedere la tassazione sui carburanti, ad oggi eccessivamente gravosa per i consumatori. Ormai neanche le pompe bianche rappresentano una fonte di risparmio, considerando che il divario con i prezzi praticati dai gestori tradizionali è sceso ad appena 4 centesimi dagli 8-10 centesimi di qualche tempo fa. In merito a questo punto crediamo sia utile un intervento dell’Antitrust, che analizzi il mercato dei distributori “no-logo”, valutando l’eventuale sussistenza di un cartello tra tale tipo di distributori, i cui prezzi appaionoallineati.”

 

Un commento a “Benzina, ancora prezzi all’insù. Faib: diminuzione dei consumi energetici”

  1. Luca ha detto:

    Ma quante sono le compagnie che producono la materia prima?
    Secondo Voi chi fa i prezzi ?
    E`molto facile riscuotere tasse dal carburante piuttosto che fare pagare in base ai redditi così pagano tutti per forza.
    La maggior parte di pompe bianche vedi grande distribuzione ci rimette a vendere carburante come su qualche articolo con prezzo sottocosto, ma serve ad attirare il cliente e ad abbassare gli utili per pagare meno tasse, che poi dovranno pagare i soliti.
    Molte pompe bianche non investono in sicurezza e dopo qualche anno per dismettere un impianto lo stato dovrà sborsare tanti soldoni per inquinamento ambientale che ricadranno sui soliti. Chi vuol intendere intenda.