Benzina: basta aumenti!

Record su record. La corsa al rialzo della benzina sembra destinata a non arrestarsi e a pagare il danno (economico) maggiore sono i consumatori costretti a pagare ogni giorno cifre più alte per il pieno di carburante. Oggi, secondo le rilevazioni di quotidianoenergia.it, a fronte di quotazioni internazionali in discesa e margini lordi sul diesel da diversi giorni su livelli decisamente “confortevoli”, i prezzi raccomandati mostrano segnali contrastanti sulla rete carburanti nazionale. IP sale infatti di 0,9 cent euro/litro mentre TotalErg scende di 0,5 sul diesel. Ritocchi al rialzo sulla “verde” anche per Esso. Prezzi praticati sul territorio ancora in salita sulla benzina sempre a seguito degli ultimi aumenti mentre il diesel resta sostanzialmente invariato. No logo in discesa su entrambi i prodotti, ampliando così il gap con le petrolifere. Punte ferme al top sulla benzina (1,998 euro/litro), in diminuzione sul diesel (1,823) e in salita sul gpl (0,910). Medie nazionali rispettivamente a 1,889, 1,783 e 0,884 euro/litro.

A livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall’1,875 euro/litro di Esso all’1,889 di IP (no-logo in discesa a 1,806). Per il diesel si passa dall’1,778 euro/litro di IP all’1,783 di Q8 (no-logo a 1,669). Il Gpl, infine, è tra 0,869 euro/litro di Shell e 0,884 di Eni (no-logo a 0,832)», conclude la nota.

Quanto costa ai consumatori? A fare i conti ci ha pensato Federconsumatori secondo cui “un pieno è arrivato a costare 10 Euro in più rispetto all’inizio dell’anno. Decisamente più impressionante appare il confronto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: un pieno oggi costa 22 Euro in più rispetto a marzo 2011. In termini annui, l’aggravio rispetto a marzo 2011 è pari a 528 Euro, solo per costi diretti. A cui si aggiungono 423 Euro annui per i costi indiretti determinati sui prezzi dei beni e servizi a causa del caro carburanti”.

Secondo Adiconsum – che ha lanciato una raccolta firme “Benzina: basta aumenti” – non è più rinviabile un intervento immediato e urgente del Governo sul taglio delle accise.

Tuttavia, c’è da dire che le “mosse” del Governo non vanno nella stessa direzione di quelle auspicate dalle Associazioni e dagli stessi consumatori: nei giorni scorsi, infatti, la commissione Affari costituzionali del Senato ha dato il via libera al ripristino dell’automatismo per il finanziamento del fondo imprevisti per le calamità naturali (cosiddetta “tassa sulle disgrazie”), attraverso la possibilità per le Regioni colpite di aumentare le accise sui carburanti. Quindi sarà a discrezione delle Regioni colpite da calamità naturali la possibilità di aumentare le accise sui carburanti. Il rischio, dunque, è che la benzina continui a far registrare record, negativi (per i consumatori).

 

 

 

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