Benzina, botta e risposta tra Codacons e i gestori

Se non sono gli aumenti dei prezzi, sono questioni di altro genere, ma una cosa è certa: il settore dei carburanti, in Italia, si trova al centro di polemiche quasi tutti i giorni. Gli sconti estivi lanciati prima da Eni e poi da quasi tutte le altre compagnie petrolifere principali, sembrava aver messo d’accordo quasi tutti. E invece spunta una nuova polemica che vede protagonisti il Codacons da una parte e i benzinai dall’altra. Sabato scorso il Codacons ha annunciato un esposto all’Antitrust contro Faib Confesercenti e Fegica Cisl.

Le due organizzazioni dei benzinai – spiegava in una nota – da tempo hanno avviato una sterile battaglia contro gli sconti praticati da Eni, strumentalizzando l’iniziativa e legandola alla possibile perdita di posti di lavoro nel settore della distribuzione di carburanti. Così facendo però, Faib e Fegica danneggiano i cittadini, che grazie alla promozione di Eni hanno visto una riduzione generalizzata dei listini alla pompa su tutto il territorio e per tutte le compagnie”. Secondo il Codacons “le due organizzazioni vogliono bloccare la guerra al ribasso dei prezzi avviata grazie al virtuoso gioco della concorrenza scatenato da Eni”. Per questo l’Associazione si è rivolta all’Antitrust, affinché valuti eventuali profili di illegittimità.

Il Codacons ha poi chiesto all’Ad Eni, Paolo Scaroni, di estendere la promozione anche al venerdì pomeriggio, giorno in cui migliaia di famiglie abbandonano le città per trascorrere weekend al mare o presso le seconde case.

Non si fa attendere la risposta di Faib Confesercenti e Fegica Cisl che accusano il Codacons di difendere in modo acritico la posizione di Eni, pubblicizzando involontariamente un marchio a discapito di altri. “Piuttosto che sperare nella elargizione di una regalia una tantum e sotto ricatto, i cittadini italiani devono sapere che hanno diritto a prezzi dei carburanti stabilmente più bassi – scrivono i gestori in una nota – gli sconti di questi fine settimana stanno solo a dimostrare che è possibile, al contrario di quello che le compagnie, Eni in testa, hanno sostenuto fino a pochissimi giorni fa”.

I gestori ricordano che da tempo si battono per  “ottenere prezzi dei carburanti stabilmente più bassi, su tutta la rete, tutti i giorni, a tutte le ore, non essendo costretti a file interminabili”. Questo restituirebbe ad ogni automobilista oltre 400 euro all’anno, come hanno calcolato Adusbef e Federconsumatori, senza scaricare sulla collettività il costo sociale di decine di migliaia di lavoratori espulsi, licenziati e messi in cassa integrazione da chi si nasconde dietro campagne comunicazionali iniziative volte al solo proprio privato interesse.

Le iniziative che i gestori italiani hanno assunto e si accingono ad assumere sono assolutamente coerenti con la battaglia per un mercato finalmente sottratto al controllo asfissiante delle compagnie petrolifere, nell’interesse del Paese e di tutti i cittadini, così come era previsto nel progetto di legge “Libera la benzina!”, promosso proprio da Faib e Fegica”.

 

Un commento a “Benzina, botta e risposta tra Codacons e i gestori”

  1. Se l’ENI si è deciso a scatenare questa concorrenza evidentemente se lo può permettere,non credo che abbia voglia di perdere soldi.Fino a ieri il “cartelloo” dei petrolieri si era mosso in funzione dei consumi che scendevano sempre più pertanto regolarmente ritoccava i prezzi al rialzo per mantenere costanti i loro utili.Ad un certo punto si sarà accorto che questo tirare la corda non poteva durare all’infinito quindi a sorpresa ha iniziato una politica più virtuosa che sta facendo vedere i suoi frutti.I distributori già di fronte al calo di consumo avevano già iniziato a ridurre il personale,pertanto non possono attribuire alla politica dell’Eni gli eventuali licenziamenti
    se le case che rappresentano non reagiscono mettendo in atto politiche promozionali per essere più competitive bèh non è colpa dell’Eni,si rivolgano contro il marchio che rappresentano