Benzina, in Puglia prezzi alti dopo taglio accise: denuncia di Confconsumatori

Confconsumatori Puglia ha inviato all’Antitrust una triplice denuncia per abuso di posizione dominante, pratica commerciale scorretta e intesa restrittiva della concorrenza a carico delle compagnie petrolifere. L’oggetto della denuncia è il comportamento scorretto delle compagnie petrolifere nella Regione Puglia: nonostante dal 1° gennaio 2013 sia stata tagliata di 2,5 cent l’accisa regionale sulla benzina, le compagnie non hanno abbassato i prezzi. Anzi li hanno aumentati di 3,10 centesimi a litro.

Un margine ulteriore di guadagno che va a finire tutto in tasca ai petrolieri che si giustificano con un aumento del prezzo industriale della benzina. Cosa che non risulta neanche da una semplice verifica dal sito http://www.platts.com/Products/europeanmarketscan/Oil/ALL/PriceAssessmentIndices) che riporta le quotazioni di riferimento: dal 1° gennaio 2013 ad oggi non c’è stato uno scostamento di 3,10 centesimi di euro. In poche parole, secondo l’Associazione dei consumatori, le compagnie stanno usando l’eliminazione della tassa per accrescere direttamente ed esclusivamente il margine lordo, i loro guadagni.

Confconsumatori ha chiesto all’Antitrust  di verificare se la condotta delle compagnie petrolifere nella Regione Puglia sia qualificabile, come:

  • Abuso di posizione dominante (art. 3 L. 287/90) visto che tutte le compagnie hanno imposto ai consumatori lo stesso aumento di prezzo, non giustificato da un aumento dei costi industriali.
  • Intesa restrittiva della concorrenza (art. 2 L. 287/90) visto che le compagnie hanno tutte insieme deciso di aumentare il proprio margine lordo, incamerando il vantaggio fiscale di euro 3,10 centesimi solo nella Regione Puglia. Tale pratica commerciale, di fatto instaurata dal 1° gennaio 2013 da tutte le compagnie petrolifere, appare qualificabile come un’intesa restrittiva della concorrenza vietata.
  • Pratica commerciale scorretta (art.20 del Codice del consumo): l’incameramento totale del vantaggio fiscale che la Regione aveva destinato ai consumatori, appare una condotta che è contraria alla diligenza professionale, ed è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore.

Confconsumatori Puglia chiede all’Antitrust di aprire un’istruttoria per verificare tutto questo. Se si dovessero accertare condotte del genere le compagnie petrolifere dovrebbero essere condannate al pagamento di una multa pari – quantomeno – all’importo lucrato per aver incamerato 3,10 centesimi di euro su ogni litro di benzina venduto in Puglia (che dalle stime del bilancio al 31.12.2012 ammonta a circa euro 14,5 milioni annui).

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