Benzina, corsa al rialzo. Verso i 2 euro al litro?

La corsa al rialzo dei carburanti prosegue e le associazioni ormai “vedono” avvicinarsi il superamento della soglia economica e psicologica dei 2 euro al litro. Se la benzina sfonderà questa quota, le ricadute saranno pari a oltre un mese e mezzo di spesa alimentare di una famiglia, calcolano Federconsumatori e Adusbef.

Le rilevazioni odierne di Staffetta quotidiana dicono che, “nonostante i due ribassi consecutivi dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati (tra martedì e mercoledì la benzina ha perso 19 euro per mille litri, il gasolio 21), oggi i prezzi alla pompa continuano, pur lievemente, ad aumentare. In particolare, prosegue il progressivo allineamento di Eni ed Esso al livello che le altre compagnie hanno raggiunto ormai da qualche giorno”. Gli aumenti dei due colossi fanno alzare le medie dei prezzi: la benzina e il diesel salgono ancora di 0,2 centesimi, rispettivamente a 1,816 euro/litro e 1,758 euro/litro, mentre il Gpl Eni è stabile a 0,829 euro/litro in media nazionale. Ma attenzione: le punte massime sono superiori e, rileva Quotidiano energia, se nella media nazionale la benzina è sempre intorno 1,82 euro/litro mentre il diesel si avvicina alla soglia di 1,76 euro/litro, i picchi di prezzo dei due prodotti superano rispettivamente 1,92 euro/litro e si portano verso a 1,8 euro/litro, mentre il gpl arriva  picchi di  0,84 euro/litro.

Ci stiamo pericolosamente avvicinando alla soglia dei 2 euro al litro per la benzina e di 1,80 per il gasolio”, evidenziano Federconsumatori e Adusbef, per i quali una volta raggiunti tali prezzi le ripercussioni per le famiglie sarebbero pari a 648 euro in più di costi diretti per la benzina e 540 euro in più per il gasolio, cui si aggiungono le ricadute indirette sui prezzi dei beni di largo consumo. Per le due associazioni, sono “cifre improponibili e insostenibili per i cittadini, pari ad oltre un mese e mezzo di spesa alimentare di una famiglia media”.

La richiesta: applicare l’accisa mobile, un meccanismo automatico che prevede una diminuzione dell’accisa quando il costo del petrolio aumenta. È una proposta fatta propria anche da Asso-Consum, che per voce del segretario generale Maria Ruggirello spiega: “Sarebbe necessario adeguare in misura inversamente proporzionale l’applicazione dell’accisa al prezzo del petrolio: quando quest’ultimo aumenta, la tassazione dovrebbe diminuire. Inoltre auspichiamo che il nuovo incremento dell’Iva, previsto dal settembre prossimo, non venga applicato, poiché in questa situazione infliggerebbe l’ennesima stangata alle famiglie italiane”.

Asso-Consum si sofferma inoltre sulla tassazione dei carburanti nella Regione Lazio. Questa è una delle aree nella quale all’inizio dell’anno sono scattate addizionali regionali che hanno fatto salire la media di prezzo della benzina. Gli aumenti decisi e votati dal Lazio sarebbero illegittimi, tanto che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha sollevato la questione di legittimità costituzionale, anche se nell’attesa della pronuncia della Corte Costituzionale è stata varata una norma che mantiene in vigore gli aumenti.

Spiega dunque Assoconsum: “Nei giorni scorsi il Governo ha sollevato la questione della legittimità costituzionale in merito all’accisa sulla benzina di 2,6 centesimi applicata nel Lazio, che in questi mesi ha reso il costo del carburante nella Regione governata dalla Giunta Polverini tra i più alti d’Italia. Asso-Consum non può non sottolineare che sarebbe gravissimo se effettivamente la questione di incostituzionalità relativa al prezzo dei carburanti nel Lazio si rivelasse fondata, anche perché la cifra a cui si fa riferimento è astronomica: si parla di 40 milioni di euro entrati nelle casse della Regione proprio grazie a questa tassa”.

Comments are closed.