Benzina, prezzi in calo (ma per gli automobilisti è ancora stangata)

Buone notizie sul fronte benzina. Stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, scendono questa mattina le medie ponderate nazionali tra le diverse compagnie in modalità servito: benzina a 1,931 euro/litro (-1,3 centesimi), diesel a 1,825 euro/litro (-0,3 centesimi). Ennesimo rialzo (il settimo da inizio agosto) per il Gpl Eni: +1 centesimo a 0,834 euro/litro. Domenica, Eni ha ribassato il prezzo della benzina di 2,5 centesimi al litro e quello del diesel di 0,5 centesimi al litro. Giù i prezzi anche per Esso (-1,5 centesimi sulla verde), Q8 (-1 centesimo su entrambi i prodotti) e Shell (-1 centesimo sulla benzina).

I prezzi calano, dunque, e nei prossimi giorni è lecito aspettarsi ulteriori ribassi. Tuttavia, i prezzi elevati registrati negli ultimi tempi hanno ridotto notevolmente il consumo di carburante anche se è aumentata, allo stesso tempo, la spesa a carico degli automobilisti. Gli italiani, dal gennaio di quest’anno, hanno dato un taglio al consumo di carburante. Infatti nei primi otto mesi del 2012 i consumi di benzina e gasolio sono calati del 9,3%. Ma la spesa non è affatto diminuita perchè gli italiani hanno speso per ben 3,373 miliardi in più rispetto ai 41,862 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Il fisco ha prelevato da questa cifra mediamente il 22,45% sulla benzina e il 33,04% sul gasolio e gli introiti sono cresciuti di 3,625 miliardi per arrivare a un gettito complessivo di 24,480 miliardi con una crescita del 17,4%. I restanti 45,235 miliardi sono stati incassati da società petrolifere e distributori, che però hanno risentito del calo. Gli introiti sono scesi da 21,006 miliardi dei primi otto mesi del 2011 a 20,755 miliardi dello stesso periodo di quest’anno con un calo di 252 milioni e nonostante incrementi della media ponderata dei prezzi industriali (prezzi alla pompa meno imposte) del 9,50% per la benzina e dell’8,40% per il gasolio. Sono i dati di una elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor (CSP) sulla sua banca dati sui consumi e la spesa per i carburanti condivisi anche da Federconsumatori.

L’O.N.F., infatti, ha recentemente stimato le variazioni rispetto allo stesso periodo del 2011: gli aggravi sono pari a +35 centesimi al litro. Questo si traduce in salate ricadute per gli automobilisti e per tutti i cittadini ingenerale, con aggravi di +768 Euro annui (pari a 49 giorni di spesa alimentare di una famiglia media).

Ma non solo. Mentre le tasche degli automobilisti si svuotano, di pari passo si rimpinguano le casse dello Stato e delle compagnie petrolifere. Gli aumenti registrati rispetto al 2011 sono pari a +21 centesimi al litro per lo Stato e +14 centesimi al litro per le compagnie.

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