Benzina sfonda 1,8 euro al litro

Ormai è stata sfondata anche la quota psicologica di 1,8 euro al litro. Continua la corsa dei rincari per i carburanti, questa mattina ancora in rialzo: la benzina ha bruciato un nuovo record salendo mediamente oltre 1,74 euro al litro e toccando punte massime di 1,802 euro/litro al Centro Italia, dove più forte è l’impatto delle accise regionali aumentate con l’inizio dell’anno. Il prezzo del diesel ormai è in media sopra 1,7 euro/litro e raggiunge picchi di 1,731 euro/litro al Sud. Più forte ancora la corsa delle no-logo, che registrano una fuga in avanti di quasi 1,5 centesimi riducendo il gap con le petrolifere. È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale. Questa mattina in particolare Eni ha aumentato i prezzi raccomandati della benzina di 0,4 centesimi e quelli del diesel di 0,6 centesimi; in rialzo anche Esso, che è salita rispettivamente di 0,5 e 0,7 centesimi, mentre TotalErg di 0,7 centesimi su entrambi i prodotti. Ancora, Q8 ha rivisto in alto il prezzo della verde di 1,1 centesimi e quello del gasolio di 0,8 centesimi e Shell entrambi di 1 centesimo.

E proprio oggi e domani, le associazioni di consumatori aderenti a Casper hanno annunciato uno “sciopero della benzina” per protestare contro i rincari continui dei prezzi dei carburanti.

Federconsumatori e Adusbef calcolano ormai in oltre 192 euro annui le ricadute sul pieno di benzina, cui si aggiungeranno quelle indirette stimate in 161 euro l’anno. “Ripercussioni gravissime e inaccettabili, specialmente in una fase di forte contrazione dei consumi, persino nello stesso settore alimentare – affermano le due associazioni – Per questo ribadiamo l’urgente necessità di processi di modernizzazione e completa liberalizzazione nel settore dei carburanti, che, ovviamente dovranno essere accompagnati da misure di verifica e controllo dei comportamenti speculativi”. “E’ necessario, inoltre, disporre quantomeno l’annullamento del nuovo aumento dell’IVA prospettato da settembre, che avrà ulteriori effetti disastrosi sul potere di acquisto delle famiglie”, sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

Il record segnato oggi è destinato a essere superato di giorno in giorno e allo stato attuale determina già una maggiore spesa annua di oltre 200 euro ad automobilista. La stima è di Casper- Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) che oltre all’annunciato sciopero simbolico della benzina, lancia un altro allarme: “Di questo passo, e senza interventi urgenti da parte del Governo, la benzina raggiungerà quota 2 euro al litro entro i primi di marzo, con effetti catastrofici per le tasche dei cittadini e per la nostra economia”.

“Ad oggi i prezzi astronomici di benzina e gasolio determinano un aggravio di spesa pari a 202 euro ad automobilista, ma gli effetti disastrosi di tale situazione non si fermano qui – prosegue Casper – Il rischio concreto è di un fortissimo impatto sull’inflazione, che potrà raggiungere quota +0,3%, con conseguenti cali dei consumi in tutti i settori. Il Governo Monti non può stare a guardare: deve intervenire per frenare la corsa dei carburanti e ridurre le ingiuste tassazioni che pesano sulle tasche degli automobilisti”.

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