Carburanti, a Pasqua prezzi fermi, ma quotazioni in ribasso. Inchiesta Altroconsumo: si risparmia nei distributori indipendenti

Prezzi dei carburanti fermi durante la pausa di Pasqua. Nonostante le quotazioni internazionali di benzina e gasolio abbiano registrato ribassi prima del weekend festivo, i prezzi alla pompa sono rimasti invariati con i soliti picchi che sfiorano i 2 euro a litro per la verde e superano 1,820 euro a litro per il diesel.

Nel dettaglio, dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge che al Centro Italia la benzina costa anche 1,990 euro/litro, a fronte di una media nazionale di 1,903, mentre al Sud diesel e Gpl sono toccano 1,824 e 0,915 a fronte di medie nazionali a 1,786 e 0,891 euro/litro. Le differenze tra le singole compagnie vanno dall’1,894 euro/litro di Esso all’1,903 di Shell (no-logo in salita a 1,824). Per il diesel si passa dall’1,780 euro/litro di Eni all’1,786 di Q8 (no-logo a 1,674). Il Gpl è tra 0,883 euro/litro di Shell e 0,891 di Eni (no-logo a 0,851).

Nella settimana di Pasqua Altroconsumo ha condotto un’indagine sui prezzi di benzina e gasolio praticati da 155 distributori, sia di marca sia indipendenti, di Milano, Roma e Napoli. Di ciascun distributore è stato registrato il prezzo del servito e quello del self service. Risultato? Per risparmiare bisogna fare rifornimento nei distributori indipendenti. Confrontando la spesa per due pieni da 50 litri al mese, risulta che a Milano si risparmiano fino a 122 euro all’anno per la benzina e 119 per il gasolio, mentre a Napoli si arriva a risparmiare addirittura 132 all’anno sul diesel.

Rispetto a una settimana prima dell’indagine, Altroconsumo ha registrato aumenti di quasi l’1% per la benzina e dello 0,1% per il gasolio. E proiettando questi aumenti su tutto l’anno, si ottiene un rincaro del 53% del prezzo della benzina e del 4% sul gasolio, a fronte di un’inflazione al 3,3%. Una proiezione che non è molto lontana dalla realtà dato che dal periodo pre-natalizio ad oggi i prezzi alla pompa continuano a salire in modo costante e sistematico.

Negli ultimi 3 mesi, infatti, il petrolio è cresciuto meno del 20%; le compagnie hanno riversato quest’aumento, e anche oltre, sul prezzo industriale della benzina. “Una pratica insolita nella formazione del prezzo, in cui mai gli aumenti della materia prima si riflettono in modo diretto sul prodotto finito” denuncia Altroconsumo che precisa infine come da un mese e mezzo il prezzo del petrolio sia assolutamente stabile intorno a 124 dollari al barile. L’Associazione ha denunciato la situazione al Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, all’Antitrust e a Mister Prezzi, perché intervengano a modificare il flusso ininterrotto di aumenti.

 

 

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