Carburanti, ancora aumenti. Impressionanti ricadute sulle tasche degli automobilisti

Durante il fine settimana il prezzo dei carburanti è schizzato in su: Shell ha aumentato di 1 centesimo il prezzo della verde (1,794 euro/litro) e di 0,5 centesimi il diesel (1,735 euro/litro). Ma è il prezzo del Gpl a fare notizia, con il secondo consistente aumento nel giro di una settimana deciso da Eni, seguito a ruota da tutte le altre compagnie: +2,5 centesimi a 0,814 euro/litro in media nazionale.

Da lunedì scorso il prezzo consigliato del Gpl è aumentato di ben 5 centesimi al litro. Dietro questa rincorsa potrebbe esserci l’aumento della domanda di propano e butano per riscaldamento dovuto all’ondata di gelo. Secondo il monitoraggio della Staffetta Quotidiana, quindi, la media ponderata nazionale dei prezzi della benzina tra i diversi marchi in modalità servito è di 1,786 euro/litro; il gasolio a 1,734 euro/litro.

“Non se ne può davvero più, i prezzi dei carburanti hanno raggiunto livelli ormai intollerabili. Non dimentichiamo che ogni aumento agisce da moltiplicatore micidiale sui prezzi e sulle tariffe” dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che ricordano come gli aumenti rispetto allo scorso anno siano a dir poco impressionanti: “la benzina è passata da 1,46 a 1,80 euro al litro, con un aumento di ben 34 centesimi al litro, dovuti ad un inverosimile incremento della tassazione”. Un rincaro che si traduce in un aggravio di 408 euro annui per costi diretti e 327 euro per costi indiretti, per un totale di 735 euro annui.

“Ma la situazione è addirittura peggiore in alcune aree del Paese – denunciano i die Presidenti – dove il prezzo della benzina ha raggiunto quota 1,85-1,87 euro al litro, anche a causa dell’ulteriore incremento delle accise a livello regionale. In questo caso, il rincaro da febbraio 2011 è di ben 41 centesimi al litro, pari a ricadute di 492 euro annui per costi diretti e 394 per costi indiretti, per un totale di 886 euro annui”.

Si tratta di aumenti insostenibili per le famiglie, soprattutto nella situazione di crisi in cui si trovano. Secondo Federconsumatori e Adusbef è più che mai urgente intervenire nel settore, “operando con maggiore determinazione sul versante delle liberalizzazioni, ancora del tutto marginali e poco incisive”. “È necessario aumentare la concorrenza nel settore, permettendo a tutti i gestori di rifornirsi da chi applica il prezzo più conveniente, trasmettendo poi i benefici al consumatore finale, come fanno le pompe bianche, che praticano prezzi più bassi di 10-11 centesimi rispetto alla media”.

“Inoltre bisogna disporre un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità, per contrastare in maniera decisa le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore, e che hanno raggiunto livelli impressionanti nelle aree maggiormente colpite dal maltempo. Ma il versante sul quale è necessario intervenire con grande determinazione è quello della tassazione, cresciuta in maniera insopportabile nel corso dell’ultimo anno. Oltre a disporre lo stop più assoluto a nuovi rialzi (non solo delle accise, ma anche dell’IVA), bisogna invertire questa tendenza di crescita, disponendo un rientro della tassazione a livelli decisamente più bassi”.

Il Codacons sottolinea la disparità di trattamento tra una zona d’Italia e l’altra, con differenze del prezzo dei carburanti che ormai raggiungono anche i 20 centesimi al litro. Per un pieno di carburante da 50 litri significa spendere 10 euro in più o in meno. Questo, secondo l’Associazione, è la dimostrazione che in molte realtà del Paese manca del tutto concorrenza, ci sono pochissime pompe bianche ed è del tutto assente la grande distribuzione. Per questo il Codacons chiede al Governo, nel decreto semplificazione, nuove norme per aprire distributori di carburanti. Inoltre, in nome della trasparenza del prezzo, oltre all’eliminazione dei millesimi, il Codacons chiede che sul sito del Ministero dello Sviluppo economico siano pubblicati tutti i prezzi giornalmente applicati dai benzinai, in modo che il consumatore, inserendo il nome del comune, possa confrontare i prezzi in tempo reale.

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