Carburanti in calo, Eni taglia 2,5 cent sulla benzina

La settimana si apre con una notizia positiva, quanto inaspettata, per gli automobilisti italiani: dopo un finesettimana di tracollo delle quotazioni internazionali di benzina e diesel, scendono anche i prezzi sulla rete carburanti nazionale.

Ieri è intervenuto anche il Presidente dell’Unione Petrolifera Pasquale De Vita spiegando che “vista la volatilità dei mercati, le condizioni per un ribasso effettivamente ci sono ma sono maturate negli ultimi giorni”, e “le aziende, come accade anche nei movimenti al rialzo, tendono generalmente ad aspettare un consolidamento della situazione”.

La prima compagnia a dare il buon esempio è stata Eni che ha tagliato di 2,5 cent euro/litro i prezzi raccomandati della benzina, di 1 cent quelli del diesel e di 2 il Gpl. A seguire hanno ribassato i listini anche Shell (-1 cent sulla verde e -0,5 sul diesel), TotalErg (-0,8 cent solo sulla benzina), IP (-1,5), Q8 (-1,2) e Tamoil (- 0,5).

Restano comunque ancora spazi per un ulteriore calo dei prezzi su entrambi i prodotti. Le no logo continuano a scendere, allargando la forchetta con le compagnie petrolifere. Dal monitoraggio di quotidianoenergia.it risulta che i prezzi medi nazionali sono scesi a 1,887 euro/litro per la benzina (no logo a 1,758); 1,772 per il diesel (1,630) e 0,875 per il Gpl (0,824). Le punte massime restano, ma sono in contrazione anch’esse: 1,961 euro/litro per la benzina (Centro), 1,800 per il diesel, 0,903 per il Gpl (Sud). A livello Paese il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall’1,874 euro/litro di Eni all’1,887 di Tamoil (no-logo giù fino a 1,758 euro/litro). Per il diesel si passa dall’1,759 euro/litro ancora di Eni all’1,772 di Q8 (no-logo anche in questo caso in diminuzione a 1,630). Il Gpl è tra 0,855 euro/litro di Eni e 0,875 di TotalErg (no-logo a 0,833).

Intanto oggi da una ricerca pubblicata da Nomisma Energia si apprende che le compagnie petrolifere hanno intascato un surplus di circa otto centesimi al litro, che va ad aggiungersi al consistente carico fiscale imposto sul pieno

“Con estrema soddisfazione – dichiarano Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’UNC, e Pietro Praderi, Presidente della Lega Consumatori – cogliamo lo studio di Nomisma che indica il prezzo medio della benzina in €1,77/l contro quello applicato oggi di €1,84/l. Da tempo andavamo affermando che il prezzo dei carburanti in Italia non è in linea con l’andamento del prezzo del greggio”. “Tuttavia – proseguono Dona e Praderi – riteniamo inaccettabile che, nonostante l’apertura da parte dell’Unione Petrolifera alla possibilità di un abbassamento dei prezzi, si voglia attenderne un consolidamento. È ora di porre mano a questa situazione che ha, secondo una nostra letura, due punti critici: l’andamento del greggio e la catena di distribuzione dei carburanti”.

Siamo alle solite: quando il prezzo del greggio si alza, immediatamente viene ritoccato il prezzo dei carburanti, quando però si abbassa allora bisogna attendere un suo consolidamento. Crediamo che questo tipo di ragionamento non sia più adeguato soprattutto in questo momento storico. Come i cittadini stanno facendo sforzi enormi per affrontare la crisi così dovrebbe essere per tutti. Ritoccare i prezzi anche a greggio in discesa – incalzano il Segretario generale dell’UNC e il presidente di Lega Consumatori – dovrebbe essere prassi consolidata; certo apprezzabile l’abbassamento di qualche centesimo di alcune aziende, ma non è sufficiente”. “Così come non è sufficiente riferirsi esclusivamente alla discesa del greggio -È necessario porre mano in modo deciso alla catena di distribuzione del carburante”.

“Quando in Italia una ‘benzin polizei’?” Si domandano Massimiliano Dona e Pietro Praderi, commentando la notizia dell’istituzione, ad opera del ministro dell’economia di Berlino, di un’autorità che abbia il compito di tenere sotto controllo i prezzi della benzina al fine di evitare rialzi ingiustificati. “Il timido tentativo di liberalizzazione non basta: è per questo che chiediamo un intervento immediato del Governo con controlli severi che possano porre freno all’inarrestabile corsa al rialzo che pesa sempre di più nelle tasche dei consumatori”.

 

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