Carburanti, nuovo record: benzina a 1,841 euro/litro

Nuovo record dei prezzi dei carburanti. La tregua è durata soltanto un giorno: oggi Eni mette mano ai listini aumentando di ben 0,6 centesimi il prezzo della benzina che arriva a 1,760 euro/litro  e di 0,8 centesimi quello del diesel che tocca 1,731 euro/litro.

Ritocchi all’insù anche per Tamoil (+0,6 centesimi sulla verde), mentre sono ferme, per il momento, tutte le altre compagnie. Si registrano piccoli aggiustamenti al rialzo anche per gli impianti no-logo, con punte massime di 1,841 euro/litro per la benzina e di 1,746 euro/litro per il diesel, soprattutto al Centro e al Sud. È quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it secondo cui il prezzo medio nazionale praticato dalla benzina (in modalità servito) va dall’1,758 euro/litro degli impianti Shell all’1,763 di quelli Q8 e TotalErg (no-logo a 1,675). Per il diesel si passa dall’1,714 euro/litro di Esso all’1,722 di Q8 (no-logo a 1,624). Il Gpl è tra lo 0,745 euro/litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil e TotalErg (no-logo a 0,725).

Secondo il monitoraggio di Staffetta Quotidiana in Liguria e Toscana il prezzo della benzina sfiora 1,8 euro/litro (rispettivamente a 1,799 e 1,798 euro/litro), mentre quello del diesel arriva a 1,75 euro/litro a Bolzano (1,753 euro/litro) e in Basilicata (1,747 euro/litro). In Sicilia benzina a 1,749 euro/litro e gasolio a 1,735 euro/litro.

Mentre il Governo discute ancora delle norme sulla liberalizzazione dei carburanti, sui listini dei distributori continua la corsa dei prezzi, che hanno raggiunto oggi punte di addirittura 1,84 euro al litro” commentano Federconsumatori e Adusbef. “Una situazione insopportabile per gli automobilisti e per tutti i cittadini. Non è trascorso neanche un mese dall’inizio dell’anno che già i carburanti sono cresciuti di 5 centesimi al litro, con un aggravio annuo di 60 euro per costi diretti e di 47 euro per costi indiretti. Di questo passo le ricadute, anche indirette, saranno pesantissime”.

A preoccupare in particolar modo le Associazioni dei consumatori sono gli aggravi nel settore alimentare, che rischiano di essere ben superiori a 175-180 euro annui. “E’ urgente intervenire in maniera determinata in questo settore. Guai a compiere passi indietro sul versante delle liberalizzazioni – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Ma le liberalizzazioni, da sole, non bastano: è necessario disporre un serio piano di controlli e verifiche sul meccanismo della doppia velocità, per contrastare in maniera determinata le intollerabili speculazioni che spesso si verificano in questo settore”.

Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori) esorta il Governo Monti ad adottare rapidamente e in modo completo le liberalizzazioni nel settore carburanti. Secondo le stime di Casper il risparmio per le famiglie sarebbe di almeno 300 euroall’anno, grazie alla riduzione dei prezzi alla pompa e, indirettamente, con il ribasso dei prezzi dei prodotti trasportati, primi fra tutti i beni alimentari.

“L’emergenza carburanti ha messo in ginocchio le famiglie italiane, che rispetto allo scorso anno sono costrette a sborsare, in media, ben 13 euro in più per ogni pieno – dichiarano Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – pertanto la liberalizzazione del settore carburanti è necessaria e urgente, occorre operare una separazione netta tra chi produce carburanti e chi li vende agli impianti e rendere il mercato finalmente libero, dando la possibilità ai gestori di vendere anche prodotti “non-oil”. In questo modo le famiglie potrebbero risparmiare circa 200 euro l’anno sui prezzi dei carburanti e altre 100 euro di risparmio potrebbero venire dal settore alimentare. I prodotti alimentari subiscono pesantemente i continua rialzi della verde e un’eventuale ribasso di quest’ultima potrebbe favorire una riduzione dei prezzi dei primi.”

Con il nuovo record di oggi, il quinto rialzo consecutivo nel giro 15 giorni, il prezzo di un litro di benzina alla pompa ha ampiamente doppiato quello di un litro di latte a lunga conservazione (80 centesimi) venduto in un qualsiasi supermercato del Paese. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che presenta altri confronti con i prodotti agroalimentari: il prezzo di un litro di benzina supera il costo medio di 1 kg di arance (1,80 euro) o di 1 kg di pasta di semola di grano duro (1,70 euro) o anche di una confezione da sei di uova di gallina (1,53 euro). 

Nell’ultimo anno ogni famiglia ha dovuto mettere in conto 470 euro al mese per trasporti, carburanti ed energia: un budget  che ha superato quello per alimentari e bevande, fermo a 467 euro mensili. “Ora il rischio è di un ulteriore calo della spesa per la “tavola”, tanto più che il costo del trasporto – ricorda la Cia – incide sul prezzo finale dei prodotti agroalimentari per il 35-40%. Ma non solo per i consumatori, anche per gli imprenditori agricoli si tratta di una nuova stangata: il prezzo del gasolio agricolo è passato da 0,49 euro al litro di gennaio 2010 agli attuali 1,20 euro al litro dell’ultima rilevazione, con un incremento record del 150%. Il che significa un costo aggiuntivo superiore ai 5 mila euro per ogni azienda del settore”.

 

Un commento a “Carburanti, nuovo record: benzina a 1,841 euro/litro”

  1. fiorenzo sartor ha detto:

    Vorrei far presente che su tutti i prodotti elencati non esiste un aggravio fiscale ( oltre 1 euro al litro ) esistente sulla benzina . Al netto delle imposte si viaggia da 0,70 a 0,75 Euro/litro.! Nel caso in cui una minima parte di queste imposte fosse spostata equamente su tutti gli articoli in commercio…..il risparmio sull’acquisto dei carburanti sarebbe notevole…ma la spesa totale non varierebbe !!….Vorrei far presente inoltre che il differenziale (ipotizzato) tra un normale distributore con marchio petrolifero e uno gestito dalla GDO tanto decantato da questa manovra si aggira all’incirca in 5 centesimi….meno del 5% dell’introito del fisco !…Tanto cancan per cosa ?…Guerra contro le compagnie petrolifere ?…a scapito del lavoro di migliaia di gestori impossibilitati a vendere sottocosto ( pratica usuale dei centri commerciali per attirare clienti scaricando il costo sopra altri prodotti )….Bravi ! Bravi !….