Cartello sui cosmetici, Tar Lazio: rideterminare sanzione. Consumatori: si adottino misure più severe

Il Tar del Lazio ha accolto in parte i ricorsi di 14 aziende di cosmetici contro le maxi-sanzioni di oltre 80 milioni di euro inflitte dall’Antitrust per aver fatto cartello sui prezzi. Secondo l’Antitrust, le aziende hanno posto in essere un’intesa unica, complessa e continuata nel tempo, finalizzata al coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino comunicati annualmente agli operatori della Grande Distribuzione Organizzata.

Il cartello, individuato grazie all’autodenuncia della multinazionale Henkel si sarebbe realizzato attraverso un costante scambio di informazioni dal 2000 al 2007. Il Tar ha chiesto  all’Autorità “di rideterminare la sanzione secondo i criteri di cui in motivazione” delle sentenze che saranno prossimamente pubblicate.

Gli ennesimi episodi di cartello sui prezzi, che dal 2002 al 2007 hanno pesato sulle tasche dei cittadini, contribuendo a determinare il tracollo del loro potere di acquisto – commentano Federconsumatori e Adusbef – Vere e proprie intese sull’aumento dei prezzi, come avvenne per la pasta tra il 2006 ed il 2008. Un comportamento inaccettabile che non danneggia unicamente i cittadini che comprano quei prodotti o usufruiscono di quei servizi, ma l’intero mercato, all’interno del quale vengono a mancare i principi fondamentali di trasparenza e correttezza, indispensabili per in saturare una vera concorrenza. Per sanzionare intese di questo tipo – concludono le Associazioni – da anni chiediamo che vengano adottate misure più severe, che non si limitino a delle semplici multe ma, nei casi più gravi, si tramutino anche nel ritiro delle licenze alle aziende recidive”.

 

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