Conclave e Salone del Mobile, Federconsumatori: alberghi alle stelle

Prima c’era il Conclave, adesso il Salone del Mobile. Prma era Roma, adesso è Milano. Tuttavia l’abitudine degli albergatori è sempre la stessa: approfittare di un evento per aumentare le tariffe. La denuncia arriva dalla Federconsumatori che attraverso il suo Osservatorio ha potuto constatare che in talune circostanze le  tariffe per il pernottamento schizzano alle stelle: in occasione del conclave gli aumenti delle tariffe applicate dagli alberghi nella zona vicino S. Pietro (in trattamento di pernottamento + prima colazione) sono risultate superiori, dal +4% al +125%, rispetto alle  applicate subito prima ed alcune settimane dopo tale evento. Tra l’altro – spiega l’Associazione – questa inaccettabile condotta speculativa, attraverso un abile escamotage adottato dalle strutture ricettive, risulta in regola con quanto sancito dalla legge.

Infatti, gli alberghi (così come i B&B, gli affittacamere, i camping, ecc.) sono tenuti a comunicare all’Assessorato del Turismo competente il listino tariffario. Molti, però, invece di comunicare le tariffe con un riferimento preciso al periodo ed al trattamento, indicano dei prezzi che variano da una soglia minima ad una massima per ciascuna stagione. È possibile, in questo modo, quando vi è una forte richiesta, adeguare le tariffe sui livelli massimi comunicati all’Assessorato, senza incorrere in sanzioni.

“Si tratta di un sistema che fa acqua da tutte le parti e che consente di modificare le tariffe a piacimento, purché rientrino nei margini del listino trasmesso annualmente alle autorità competenti” dichiara Rosario Trefiletti secondo cui per evitare atteggiamenti speculativi di questo genere, che pesano in maniera negativa sull’immagine dell’offerta turistica in Italia, è necessario prendere provvedimenti, imponendo un limite al differenziale tra le tariffe massime e quelle minime comunicate all’Assessorato per il Turismo.

Un commento a “Conclave e Salone del Mobile, Federconsumatori: alberghi alle stelle”

  1. Carlo Bello ha detto:

    Gentili Signori, Posso capire lo stupore e l’indignazione di fronte a fatti del genere. “Purtroppo”, questa attività ha un nome ben preciso: Revenue Management. è una pratica assai diffusa dagli anni 70, nelle compagnie aeree americane, per poi approdare nell’industria Alberghiera. A fronte di altri paesi, dove il revenue management è tecnica raffinata a puro scopo lucrativo, in Italia sta diventando uno strumento di sopravvivenza, sopratutto per quelle strutture che si improvvisano in tale attività. Il Revenue Management è una disciplina seria che dovrebbe offrire vantaggi sia ai clienti, sia agli albergatori. Sono d’accordo con voi che alcune tariffe sconfinano nello strozzinaggio, ma potrebbero essere applicate per disperazione, per incompetenza e non solo per furbizia o per avidità. D’altronde il motto del revenue management è: Il prezzo giusto, al cliente giusto, nel momento giusto. Sarebbe da recitare ogni mattina, come un mantra da parte di tutti i professionisti del settore. Non ci sto però a demonizzare un settore che ancora regge ai duri colpi della crisi, senza gli aiuti governativi dati ad altri settori, senza tenere conto che alcuni alberghi son quasi costretti ad “approfittare” dei grandi eventi semplicemente per sopravvivere. Effettivamente chi aumenta le tariffe del +125% probabilmente ha l’acqua alla gola o è uno sprovveduto. Tutti gli Alberghi che usano il Revenue Management “cum grano salis”, devono essere assolti completamente da ogni accusa e da ogni sospetto. In fondo, c’è qualcuno che si è lamentato per le tariffe aeree durante i giochi olimpici di Londra?