Confesercenti: crisi carburanti. Giù i consumi (e i guadagni)

Non si arresta la crisi del settore della vendita di carburanti. Gli italiani utilizzano la propria auto sempre di meno e di conseguenza i consumi di carburante sono drasticamente diminuiti. Secondo le ultime rilevazione della Faib-Confesercenti la situazione si è aggravata nel periodo delle ferie pasquali “quando, complice il maltempo, la riduzione degli italiani sulle strade ha fatto segnare un ulteriore decremento con punte su diverse aree del 25% del venduto rispetto alla Pasqua dello scorso anno”.

Questi dati si inseriscono in un quadro che vede dal 2010 al 2012 una riduzione dei consumi di benzina sulla rete ordinaria del 22,3% e una riduzione dei consumi di gasolio rete del 10,2%. Se i consumi dei carburanti per il 2013 andassero come i mesi di gennaio e febbraio arriveremmo a una variazione cumulata dal 2010 al 2013 del -28.5% per la benzina e del -14.2% per il gasolio.

“Si tratta di una perdita di erogati che mette in crisi le gestioni degli operatori della rete, che vedono assottigliarsi i propri margini mentre lo Stato, nel periodo 2010-2012, tramite la leva fiscale, ha fatto salvi i suoi introiti. Tuttavia, la crisi comincia a mordere anche le casse dello Stato che nei primi due mesi del 2013 vede il gettito fiscale da accisa e iva ridotto di 66 milioni di euro per la benzina e di quasi 73 milioni sul gasolio, per un totale di 138 milioni di euro” fanno sapere dalla Federazione dove puntano il dito anche sulle cause del caro benzina: “A influire di più, evidentemente è la grave crisi che attraversa il Paese ed il caro carburanti causato dalla componente fiscale del prezzo. Non è un caso, infatti, che laddove possibile molti italiani decidano di passare il confine per risparmiare: i gestori svizzeri che sorgono nei pressi dei nostri confini hanno registrato aumenti anche oltre il 30%”. Questo ultimo dato, abbinato al peggioramento delle entrate fiscali da carburanti nel primo bimestre dell’anno, dovrebbe far riflettere il Governo sul da farsi: riportare il prelievo almeno nella media europea e scongiurare il previsto aumento dell’iva.”

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