Federconsumatori e Adusbef: nel 2012 stangata di oltre 2300 euro a famiglia

Quest’anno dall’aumento di prezzi e tariffe scaturirà per le famiglie una stangata pari a oltre 2300 euro. Quasi la metà di quanto una famiglia media spende per la spesa alimentare di un anno. Peseranno gli aumenti di prezzi e tariffe come pure il previsto aumento dell’Iva, che non piace a nessuno: né alle associazioni dei Consumatori, che stimano ricadute negative pesanti, né alle imprese – anche oggi Centromarca ha ribadito la sua contrarietà – mentre un recentissimo studio IRES CGIL evidenzia che pagherà di più, in proporzione, chi ha un reddito inferiore. Sempre oggi, Federconsumatori e Adusbef avvertono: nel 2012 la stangata per le famiglie sarà di 2.333 euro, “una vera e propria ‘batosta’ derivante non solo dall’incontrollata crescita di prezzi e tariffe, ma anche dagli effetti delle manovre economiche varate quest’anno”.

Al netto della tassazione, si parlerà di un’inflazione reale fra il 5,5% e il 6%. Si tratta, denunciano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, di un “livello insostenibile per le famiglie, il cui potere di acquisto dal 2008 ad oggi è crollato del -13,2% e che, alla luce dell’impatto negativo della legge di stabilità è destinato a diminuire ulteriormente nei prossimi anni”.

Le ricadute stimate in oltre 2300 euro derivano da una serie di stime e previsioni di aumenti (basati su dati Istat) che parlano di un rincaro del 7% per l’alimentazione, pari a 392 euro annui; di 81 euro in più per i treni, compreso il trasporto pendolare; di 93 euro in più per servizi bancari, mutui e bolli; di un rincaro dell’11% sulle tariffe del gas (più 113 euro in media) e del 21% su quelle dell’elettricità (pari a più 110 euro). Senza contare il rincaro del riscaldamento (195 euro, più 12%), il peso dell’Imu e di una serie di voci quali carburanti, tariffe professionali, spese per la scuola, prodotti per la casa.

L’Iva non compenserà gli eventuali benefici della riduzione Irpef, ribadiscono le due associazioni, per le quali “i provvedimenti contenuti nella legge di stabilità determineranno aggravi di 201,06 euro annui nel 2013 e 219,06 euro annui nel 2014. Tutto questo peggiorerà sempre di più le condizioni di vita delle famiglie e l’andamento dell’economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi”. La richiesta: modificare radicalmente la legge di stabilità, evitando l’aumento dell’Iva e disponendo misure in grado di portare più risorse alle famiglie meno abbienti, attraverso una detassazione delle tredicesime e delle pensioni minime.

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