Fiducia dei consumatori in calo (mai peggio di così dal gennaio ’96)

Ancora una diminuzione dll’indice che misura la fiducia dei consumatori. L’Istat ha, infatti, rilevato a maggio una diminuzione da 88,8 a 86,5, un dato che si posiziona al livello più basso da gennaio 1996. Il clima economico generale scende da 71,6 a 64,4 mentre il clima personale sale da 94,3 a 95,2. Risultano in lieve calo sia l’indicatore riferito al clima futuro (da 76,6 a 75,7), sia quello relativo alla situazione corrente (da 96,7 a 96,4).Federconsumatori e Adusbef, da sempre contrarie ai dati dell’Istat perché ritenuti troppo poco realistici, hanno, in questa occasione, dato ragione alle previsioni dell’istituto di Statistica: “Tali dati non ci sorprendono affatto. Di fronte alla grave crisi che le famiglie stanno vivendo sarebbe strano il contrario”.

In effetti anche le Associazioni notano che “la situazione economica peggiora di giorno in giorno: il potere di acquisto degli italiani è diminuito di oltre il -9,8% dal 2008, le retribuzioni sono ferme, i consumi sono in continua contrazione, persino il credito al consumo nel 2012 registrerà, secondo le nostre previsioni, un calo del -2% (anch’esso segno di un livello infimo di fiducia in un miglioramento delle condizioni future)”.

Cattive notizie anche per i prezzi e le tariffe che “nel 2012 (sommati alla ricaduta per le manovre economiche varate quest’anno) raggiungeranno un aumento pari a +2201 Euro a famiglia”.

“Quello di cui il Paese ha veramente bisogno è una seria manovra di rilancio, che punti sulla ripresa della domanda interna e sul rilancio degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, necessari per la competitività in campo internazionale, nonché per i rilevanti effetti sul piano occupazionale” concludono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef, ribadendo che “per ridare respiro alle famiglie, è indispensabile annullare l’ulteriore aumento dell’IVA previsto da settembre, che, se applicata, a maggior ragione dopo la stangata dell’IMU, avrebbe conseguenze disastrose sull’andamento della domanda di mercato e su tutta l’economia”.

 

 

Un commento a “Fiducia dei consumatori in calo (mai peggio di così dal gennaio ’96)”

  1. Certo che l’aumento dell’iva porterà i prezzi al consumo alle stelle perchè se l’aumento passerà dal 21 al 23% i distributori di beni aumentano del 15-20% speculando sull’aumento dell’iva che dovrebbe fare aumentare i prodotti altrettanto del 2-3% ma,come al solito “ogni scusa è buona” per aumentare i propri guadagni!