Inflazione: Istat cambia il paniere, più peso a smartphone e tablet pc

L’Istat cambia e aggiorna il paniere per il calcolo dell’inflazione, nel quale entrano il gas metano per autotrazione, viene ampliata la gamma di prodotti che comprende smartphone e tablet pc, mentre escono dal paniere i netbook e la mediazione civile. Sono solo alcune delle modifiche del paniere 2013 per il calcolo dell’inflazione, che risulta composto da 1.429 prodotti (erano 1.383 nel 2012), aggregati in 603 posizioni rappresentative (597 nel 2012).

Come informa l’Istat, entra nel paniere la posizione rappresentativa Gas metano per autotrazione, mentre viene ampliata la gamma di prodotti in cui si articolano le posizioni rappresentative Smartphone e Tablet PC, che ora comprendono rispettivamente i Phablet (che combinano le caratteristiche degli smartphone e dei mini tablet) e i Tablet trasformabili, utilizzabili anche come notebook.

Nel paniere è stata anche inserita la posizione rappresentativa Reintegratore energetico, bevanda utilizzata per reintegrare sali e vitamine, mentre alla voce Abbigliamento per bambino (3-13 anni) sono state introdotte cinque nuove posizioni.

Escono dal paniere le posizioni rappresentative Netbook e Mediazione civile: la prima perché si è ridotta la spesa delle famiglie destinata a tale bene, la seconda a seguito della Sentenza della Corte costituzionale del 24 ottobre 2012, che ne ha cancellato l’obbligatorietà, inizialmente prevista per alcune materie.

Nella struttura di ponderazione dell’inflazione aumenta rispetto al 2012 il peso relativo delle spese per Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Servizi ricettivi e di ristorazione, Mobili, articoli e servizi per la casa, Ricreazione, spettacoli e cultura, Comunicazioni e Bevande alcoliche e tabacchi, mentre i cali più rilevanti in termini assoluti riguardano le divisioni Servizi sanitari e spese per la salute, Abbigliamento e calzature e Trasporti.

Sull’aggiornamento del paniere non mancano le perplessità, come quelle espresse da Federconsumatori e Adusbef. “Troviamo i parametri adottati, sotto diversi aspetti, ancora inadeguati nel rilevare il reale andamento dei prezzi – affermano le due associazioni – Per questo invitiamo nuovamente l’Istituto di Statistica ad affrontare seriamente un riequilibrio dei pesi dei beni del paniere, rendendo più realistici i pesi assegnati ad alcune voci, come ad esempio quella importantissima relativa all’rc auto. Inoltre riteniamo sbagliato che si immettano nel paniere oggetti tecnologici molto costosi, dalla diffusione ancora piuttosto limitata, la cui inevitabile caduta di prezzo condizionerà al ribasso il tasso di inflazione in termini generali. Per fare in modo che i prezzi relativi a tali prodotti non falsino il calcolo dell’inflazione, abbiamo sempre sostenuto la necessità che questi beni siano inseriti nel paniere solo dopo aver raggiunto una soglia minima di diffusione, pari ad almeno il 20% della popolazione (traguardo non ancora raggiunto né dai tablet né dai phablet)”.

Il Codacons a sua volta indica una serie di voci considerate “sballate” e contesta alcune diminuzioni, come la riduzione del peso nel paniere delle assicurazioni sui mezzi di trasporto (da 1,1736% a 1,1313%). “Come è possibile sostenere che sono calati i costi dell’rc auto e gli italiani ora spendono meno rispetto al precedente anno?”, si chiede l’associazione, che denuncia anche la diminuzione del peso dei libri scolastici, (da 0,1969% a 0,1699%), delle riparazioni dei mezzi di trasporto privati, del gasolio per riscaldamento (da 0,5418%  0,2783%, in pratica la metà) e della fornitura acqua (da 0,5820% a  0,3813%).

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