Inflazione, stime Istat: a maggio +1,2% (in leggero rialzo)

A maggio l’inflazione è in lieve rialzo: si passa all’1,2% su base annua, rispetto all’1,1% registrato ad aprile. Il primo aumento dopo 7 cali consecutivi. Lo rileva l’Istat nelle sue stime pubblicate oggi. La leggera accelerazione è in parte dovuta agli alimentari non lavorati; in particolare i prezzi della frutta fresca registrano un’impennata del 7,1% rispetto ad aprile e del 9,7% nei confronti di maggio 2012. A contribuire al rialzo dei prezzi sono anche i servizi dei trasporti. Ad esempio, il trasporto aereo passeggeri aumenta del 5,2% su base mensile e del 14,2% in termini tendenziali.

Dimunuiscono, invece, i prezzi dei carburanti: la benzina cala del 2,7% rispetto ad aprile e del 5,0% su base annua (era -4,0% ad aprile); il diesel segna un calo su base mensile del 3,0% e del 5,0% in termini tendenziali (dal -3,6% del mese precedente). In generale, guardando al carrello della spesa, i prodotti acquistati con con maggiore frequenza dai consumatori (dal cibo ai carburanti) diminuiscono dello 0,1% su base mensile e crescono dell’1,5% su base annua (lo stesso valore registrato ad aprile).

Per il Codacons un’inflazione all’1,2%, “per quanto relativamente bassa, equivale pur sempre, in termini di aumento del costo della vita, ad una stangata pari a 419 euro per una famiglia tipo di tre persone (345 euro per una coppia). L’Associazione fa notare come si tratti di una cifra quasi doppia sia rispetto a quanto si risparmierà con la sospensione dell’Imu sulla prima casa (225 euro) o con il blocco eventuale dell’aumento dell’Iva (209). “Ha dell’incredibile che l’inflazione rialzi la testa nonostante i consumi siano in caduta libera – conclude il Codacons aggiungendo che il rialzo dei prezzi possa essere, “in ogni caso, una ragione in più per scongiurare l’aumento dell’Iva”.

Secondo Federconsumatori e Adusbef i dati dell’Istat, nonostante siano “fortemente sottostimati” comunque “comporteranno ricadute di 533 euro annui per una famiglia di tre componenti”. E’ evidente, come tale andamento contribuisca in maniera determinante al peggioramento delle condizioni economiche del nostro Paese”. Federconsumatori e Adubef tornano a evidenziare come sia “necessario, prima di tutto, eliminare il demenziale aumento dell’Iva previsto da luglio” visto che, sottolineano, “in assenza di questo provvedimento le famiglie subiranno ricadute medie di 207 euro”.

Comments are closed.