Istat: inflazione frena. Listino alimentare all’insù

L’Istat ha confermato oggi la stima provvisoria dell’inflazione a novembre: a novembre i prezzi al consumo in Italia sono scesi dello 0,2% su mese – il primo calo da settembre 2010 – e aumentati del 2,5% su anno, l’aumento più contenuto dal marzo 2011. Il risultato si deve soprattutto alla frenata dei prezzi dei carburanti, in calo del 2,1% su mese (+11,6% su anno dal +15% di ottobre). Tuttavia, il rallentamento dei prezzi non fa gioire Federconsumatori e Adusbef che comunque si dicono preoccupati dal momento che il settori alimentare continua a far registrare una crescita dei prezzi “ben al di sopra del livello dell’inflazione relativa al cosiddetto carrello della spesa”.

“Una crescita  – fanno sapere dalle Associazioni – che dimostra come, nonostante il forte calo della domanda, vi siano ancora in campo dubbi meccanismi speculativi sulla determinazione dei prezzi, specialmente quelli alimentari”. Per questo motivo “è indispensabile intraprendere una seria azione di contrasto alle speculazioni in atto sui prezzi, avviare un blocco delle tariffe e cancellare definitivamente l’improponibile e demenziale aumento dell’IVA dal prossimo anno” sostengono Federconsumatori e Adusbef.

Anche Coldiretti condivide l’aumento del carrello alimentare  e sostiene che “l’inflazione frena perchè il carrello della spesa si svuota per il calo degli acquisti che rischia di contagiare anche il Natale”.

L’andamento dell’inflazione riflette infatti – conclude la Coldiretti – una situazione di crisi in cui per risparmiare il 56 per cento degli italiani fa lo slalom tra le corsie alla ricerca delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti, il 62 per cento che confronta con piu attenzione del passato i prezzi e oltre la meta (51 per cento) che va a caccia dei prodotti che costano meno, secondo l’indagine Coldiretti-Swg”.

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