Istat: vendite in calo (-1,6%). Consumatori: dato sottostimato

“Il pessimo andamento delle vendite (-1,6% annuo) non ci sorprende affatto”. Così Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, commentano i dati diffusi oggi dall’Istat secondo i quali calano le vendite al dettaglio a settembre e a subire il colpo è in particolare la piccola distribuzione. Secondo l’Istat l’indice è sceso dello 0,4% nel mese in esame rispetto ad agosto e addirittura dell’1,6% rispetto all’anno precedente. A contrarsi sono anche gli acquisti di prodotti alimentari, diminuiti dello 0,2%. I più penalizzati dalla crisi sono comunque i piccoli esercenti che subiscono più di tutti il calo con una riduzione delle vendite di ben il 2,8%. La grande distribuzione invece si difende ancora e arretra appena dello 0,2%.

 Secondo i Presidenti “si tratta di un dato fortemente sottostimato dall’Istat“, in quanto, secondo le loro previsioni, si attesterà nel 2011 al -2,3%. Le cause sono da ricercarsi nella diminuzione del potere di acquisto delle famiglie nonché con l’aumento dei prezzi generalizzato, a partire da quello del gasolio.

 Federconsumatori e Adusbef si dicono preoccupati maggiormente dal calo dei consumi nel settore alimentare: “Questo dato rappresenta il vero e proprio segnale di allarme sulla condizione delle famiglie dal momento che il comparto alimentare, infatti, è l’ultimo ad essere intaccato da una crisi”.

“Proprio alla luce di questo allarme e degli ennesimi dati sulla contrazione dei consumi ribadiamo la demenzialità di un provvedimento come l’aumento dell’IVA, persino quella al 10%” concludono Trefiletti e Lannutti che auspicano un intervento del Governo che non colpisca ulteriormente i redditi medio-bassi.

I dati sulle vendite al dettaglio fanno prevedere un Natale all’insegna della flessione. “Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale – prevede un calo del giro d’affari nel periodo natalizio tra il 5 e il 10% dovuto sia alla crisi che alla maggiore tendenza delle famiglie a coprire con le tredicesime i debiti accumulati nel secondo periodo dell’anno, compreso il pagamento delle utenze domestiche, che hanno registrato aumenti ben al di sopra del tasso di inflazione”.

 Preoccupata è Centromarca, che per voce del presidente Luigi Bordoni commenta: “La situazione dei consumi è pesante: ci preoccupa la prolungata diminuzione delle vendite, anche dei generi di prima necessità. Ci aspettiamo dal Governo Monti urgenti misure di rilancio della domanda interna. La riattivazione della crescita non può prescindere dalla ripresa dei consumi”.

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