Liberalizzazioni, i commenti alla segnalazione dell’Antitrust

“Il processo di liberalizzazione in Italia ha avuto rapide accelerazioni durante il Governo Monti, ma molto resta ancora da fare”. Così scriveva ieri il presidente Antitrust Giovanni Pitruzzella in una segnalazione al Parlamento nella quale vengono individuati i settori in cui è più urgente intervenire liberalizzandoli: dai trasporti, alle poste ai servizi pubblici locali. Molti gli spunti che hanno, inevitabilmente, prestato il fianco a molte critiche indirizzate soprattutto verso l’inerzia del Governo.
“La maggior parte delle misure contenute nel decreto “Cresci Italia” dello scorso marzo, sono rimaste ferme alla Gazzetta Ufficiale, data la mancanza dei provvedimenti attuativi da parte dell’esecutivo” sostiene, ad esempio, il Partito Democratico che, oltre a chiedere chiarimenti sui motivi di tale ritardo, ribadisce la necessità di provvedere rapidamente a rendere operative quelle misure del decreto volte a stimolare la concorrenza nel settore dei servizi e a rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie.”L’unica misura resa operativa a distanza di sei mesi è quella che riguarda la separazione della rete gas dall’Eni. Il resto, farmaci, notai, trasporti, carburanti, banche, RC auto, società tra professionisti, è purtroppo rimasto una lista di buone intenzioni” si legge nella nota.

Nella segnalazione c’è anche un riferimento esplicito all’inerzia degli enti pubblici locali non gradita dall’Anci che rispedisce le accuse al mittente: “Tale visione tende a generalizzare e non tiene assolutamente conto del confusissimo quadro normativo all’interno del quale le amministrazioni comunali sono chiamate a muoversi, né dei continui mutamenti subiti dallo stesso. Un esempio lampante è quello dei servizi pubblici locali dove la Corte Costituzionale ha, fortunatamente a questo punto, eliminato la disciplina che poneva oneri esclusivamente in capo alle amministrazioni comunali, alle quali veniva tra l’altro chiesto di creare il mercato” spiega Alessandro Cattaneo, vice presidente Anci.

“Forse, se resistenze ci sono – prosegue Cattaneo – si riscontrano in alcuni enti a causa della complessità della  tematica per la quale però da sempre i Comuni, attraverso l’ANCI, hanno chiesto certezze, semplificazioni e garanzie per attivare proprio percorsi graduali e virtuosi di liberalizzazione, facendo attenzione a non  svendere il loro patrimonio; concetto tra l’altro ripreso proprio oggi dal Presidente della Corte dei conti che ha ricordato l’eccessivo peso della Spending review per i Comuni e le conseguenti problematiche per le società partecipate.”

“Come ANCI – conclude il Vice Presidente della Associazione – non ci siamo mai sottratti al dialogo, anzi abbiamo sempre chiesto al Governo di condividere le misure sulle liberalizzazioni: confidiamo che ciò si possa fare nell’immediato futuro’’.

Sulla seprazione dell’attività BancoPosta, pure auspicata da Pitruzzella, Adiconsum sostiene: “Lo sviluppo nel settore bancario di Bancoposta non potrà che rendere più concorrenziale e quindi più utile per i consumatori tutto il sistema creditizio e finanziario. Peraltro la concretizzazione della posizione dell’Antitrust consentirebbe al gruppo Poste di completare la propria presenza nel settore del credito dopo l’acquisizione e l’avvio del medio credito centrale”.

Federconsumatori e Adusbef, infine, esprimono soddisfazione per l’intervento dell’Antitrust sulla fatturazione in bolletta dei consumi presunti invitando il Parlamento ad intervenire: “Non se ne può più di errori e conguagli spropositati ai quali i cittadini devono far fronte continuamente solo perché le aziende non si fanno carico di un puntuale e regolare servizio di lettura dei consumi. Una situazione insostenibile, soprattutto in un momento difficile come quello attuale, in cui il potere di acquisto delle famiglie è ai minimi storici (-11,8% dal 2008 ad oggi) e, per di più, i cittadini devono far fronte ad un aumento spropositato delle bollette dell’energia elettrica e del gas,  pari ad oltre 200 Euro annui”.

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