Manovra, rischio rincari per le sigarette

In arrivo sigarette più care. Colpa della manovra, con gli ultimi cambiamenti inseriti nel maxiemendamento, e della previsione di rideterminare l’aliquota dell’accise del tabacco da fumo per bilanciare le mancate entrate derivanti da un alleggerimento della tassa su auto e barche di lusso. A stabilire l’aliquota saranno i Monopoli di Stato.È quanto prevede un emendamento alla manovra che sta già alimentando  proteste. A stretto giro, arriva la contrarietà dell’Adoc che “boccia la decisione del Governo di aumentare la tassazione sulle sigarette per compensare le minori entrate derivanti dalla riduzione della ‘tassa sul lusso’ che colpisce yacht e auto di lusso”.

Afferma il presidente dell’associazione Carlo Pileri: “Una decisione iniqua che salva gli agiati e colpisce i più deboli.  Riteniamo ingiusto tassare nuovamente le sigarette, soprattutto se deve compensare gli “sconti” fatti per i possidenti di yacht e auto di lusso. Con l’aumento dell’Iva al 21% il prezzo delle sigarette è cresciuto in media del 4%, con rincari di 15-20 centesimi a pacchetto, mentre per il tabacco trinciato il rincaro medio è stato del 13%, con punte del 15%. Negli ultimi tre mesi, invece, il rincaro complessivo sulle “bionde” è stato del 6%, visto che già lo scorso luglio si è registrato un aumento di 10 centesimi. Un totale di 30 centesimi l’anno, un triste record per i consumatori”. A essere penalizzata, continua l’associazione, sarebbe inoltre l’intera filiera del tabacco: “Aumentare le tasse sulle sigarette, che già pesano per il 75% sul prezzo finale del prodotto, è controproducente e penalizzante sia per i consumatori che per l’industria”.

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