Oggi il No Benzina Day

La parola d’ordine è girata su Facebook: “No Benzina Day” per oggi, per protestare contro i rincari degli ultimi giorni. Oggi i prezzi alla pompa sono stabili ma elevati. Assorbito il rincaro delle accise deciso dal Governo con il decreto Salva Italia, che ha fatto impennare benzina e diesel oltre 1,7 euro al litro, nel fine settimana le compagnie hanno lasciato invariati i prezzi raccomandati, ma sempre sui livelli alti degli ultimi giorni. Secondo il monitoraggio di Quotidiano Energia, il prezzo medio praticato della benzina in modalità servito va oggi dall’1,709 euro/litro degli impianti Esso all’1,716 di quelli Q8 e Tamoil (no-logo a 1,613). Per il diesel si passa da 1,690 euro/litro di IP a 1,701 di Q8 e Tamoil (no-logo a 1,587). Il Gpl, infine, è tra lo 0,735 euro/litro di Eni e lo 0,753 di IP (no-logo a 0,725). Le punte massime sono al Sud, pari a 1,764 euro/litro sulla verde e 1,727 euro/litro sul diesel.

Per protestare contro la stangata, su Facebook è nata una campagna che invita gli italiani a non fare rifornimento per oggi, contestando in questo modo i rincari degli ultimi giorni. All’iniziativa è giunta l’adesione dell’Adoc, che attraverso il presidente Carlo Pileri spiega: “Invitiamo i consumatori italiani a non fare rifornimento lunedì 12 dicembre, contro la rapina di Stato e la speculazione dei petrolieri. L’ultimo rincaro delle accise, il quinto dell’anno, ha fatto schizzare il prezzo della verde oltre 1,70 euro al litro. I consumatori hanno subito una stangata di 750 euro tra aumenti diretti e indiretti, 250 euro di ricarichi diretti alla pompa, altri 500 euro per i rincari dei prodotti connessi ai carburanti, in primis alimentari ed energetici”.

Secondo i conti dell’associazione, la verde in un anno è aumentata del 17,8% e per un pieno servono 13 euro in più rispetto al 2010. E l’ultimo aumento ha fatto diventare l’Italia il paese europeo più caro per i carburanti. “Pertanto – spiega Pileri – raccogliamo e rilanciamo l’iniziativa nata su Facebook, che testimonia come gli italiani si vogliano attivare contro chi sta intaccando i loro diritti”.

Che di stangata si tratti non hanno dubbi Federconsumatori e Adusbef, che nei giorni scorsi hanno stimato ricadute annuali totali pari a 747 euro a famiglia, dei quali 408 euro di costi diretti e 339 euro di ricadute inflazionistiche. Affermano le due associazioni: “È ora che il Governo, invece di continuare a far quadrare i conti a spese dei ‘soliti’ cittadini, si decida ad avviare, da un lato, una seria riforma del settore, attraverso la modernizzazione e la completa liberalizzazione (così come da proposta di legge avanzata dal comitato ‘libera la benzina’) e, dall’altro, misure più eque, che colpiscano i grandi patrimoni, le rendite finanziarie e gli evasori”.

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