Puglia, 73 arresti per maxi truffa e contrabbando di petrolio Eni

Con l’operazione “Marenero” la Guardia di Finanza di Taranto in collaborazione con i militari di Bari, ha tratto in arresto 73 persone su  un totale di 132 denunciate e posto sotto sequestro 28 autocisterne per il trasporto di carburanti del valore di 7 milioni di euro; gli  indagati rubavano  ingenti quantità  di carburante destinato alle navi dalla raffineria Eni di Taranto per poi rivenderlo “in nero” tramite distributori e depositi. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip Giuseppe Tommasino su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone.

Secondo l’accusa, il carburante destinato alle navi, quindi soggetto ad imposte molto più basse, veniva sottratto agli autotrasportatori per rifornire le stazioni di servizio. L’organizzazione delinquenziale finalizzata alla truffa e al contrabbando di prodotti petroliferi, composta in gran parte da titolari di ditte di autotrasporti e autotrasportatori, manipolava  valvole e tubazioni per deviare il flusso di scarico del combustibile verso un altro scomparto della cisterna per appropriarsi di gran parte di prodotto in fase di svuotamento della cisterna.Il combustibile grezzo veniva poi immesso nella rete di distribuzione, consegnato ai destinatari dei trasporti non coinvolti nella frode che si trovavano a vendere regolarmente un prodotto non raffinato e in alcuni casi allungato con acqua.

Le indagini sul “petrolio bunker” della raffineria Eni di Taranto sono cominciate nel 2008. “Essendo destinato alle navi e considerato come provvista di bordo, il gasolio bunker è soggetto al trattamento fiscale della merce nazionale in esportazione, da consumarsi fuori dal territorio doganale. Il gasolio bunker, quindi, soggiace solo ai diritti doganali ma non ai diritti di confine ed al pagamento delle accise”, hanno spiegato in conferenza stampa, presso la sede del Comando Provinciale di Taranto, il Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto e la Guardia di Finanza di Bari .

Nella frode sono coinvolti dirigenti, funzionari  e dipendenti della raffineria Eni di Taranto, soci e dipendenti di aziende di trasporto carburanti, gestori di depositi e distributori, soci dipendenti ed autisti delle società petrolifere.

 

a cura di Alessia Demarco

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