Stabilità, emendamento del PD per attuare l’accisa mobile sui carburanti

Reintrodurre l’accisa mobile sui carburanti per sostenere il potere d’acquisto dei consumatori, oltre che contenere la dinamica inflazionistica, spinta principalmente dall’andamento dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. E’ quanto chiedono alcuni deputati del PD che hanno presentato un emendamento al disegno di legge sulla stabilità, in discussione alla Camera. L’emendamento è il numero 12.301 (a firma di Andrea Lulli e di tutti i deputati PD della X Commissione) e fa parte del pacchetto dei 1600 emendamenti al ddl sulla stabilità.

Con questo emendamento si vuole dare piena e reale attuazione al sistema dell’accisa mobile (già previsto dalla legge n.244 del 24 dicembre 2007) con il principio di non compartecipazione dello Stato agli incrementi di IVA derivanti dall’incremento del prezzo industriale dei carburanti, specie in presenza di tensioni sulle quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti finiti.

La proposta si concentra su benzina e gasolio che sono, almeno attualmente, i prodotti a maggior impatto sui cittadini e sul settore dell’autotrasporto. Viene stabilito un procedimento automatico che alla fine di ogni trimestre fa scattare, separatamente per la benzina e per il gasolio per autotrazione, variazioni di accisa di almeno 1 centesimo per compensare l’eventuale maggior gettito dell’IVA da benzina e gasolio autotrazione dovute all’andamento dei prezzi internazionali  nazionali di tali prodotti petroliferi finiti.

Questo risultato si ottiene con l’adozione di un decreto interministeriale dei Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico che verificano la sussistenza delle condizioni ed effettuano i calcoli a base del  provvedimento correttivo. Se dalla valutazione delle singole variazioni per benzina e gasolio risulti che le variazioni siano minime e tali da non permettere l’emanazione del provvedimento correttivo dell’accisa per uno o per entrambi i carburanti,  l’ammontare maturato sarà cumulato per essere considerato nel calcolo di verifica dei trimestri successivi.

Si tratta di una norma senza oneri per lo Stato che però potrebbe da gennaio portare qualche beneficio agli automobilisti. “Con la nostra proposta – ha detto Andrea Lulli, capogruppo PD in commissione Attività produttive – vogliamo dare piena attuazione al principio di non compartecipazione dello Stato agli incrementi dell’IVA derivati dall’aumento del prezzo industriale dei carburanti. Vogliamo, in questo modo, difendere il potere d’acquisto dei consumatori, dare un concreto sostegno alle imprese e contenere le conseguenze sull’inflazione che ogni aumento dei carburanti porta inevitabilmente con sé. Con l’approvazione del nostro emendamento si avranno le prime riduzioni del costo dei carburanti già dal prossimo 1° gennaio”.

 

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