Pubblicità della Smart, Codici invia segnalazione all’Antitrust

smart Spot lecito o ingannevole? È quanto si domanda Codici nei confronti della recente pubblicità della Smart, che recita: “La responsabilità ce la prendiamo noi (quella civile)” e “Contributo assicurazione di 2500 euro”. Sembra infatti, dalla promozione sui cartelloni, alla radio o in internet, che nell’acquisto del veicolo sia ricompresa l’assicurazione per la responsabilità civile. “La realtà non è assolutamente così – spiega l’associazione – Il consumatore che si reca presso la concessionaria/rivenditore autorizzato, in sede di stipula del contratto si trova infatti a verificare l’assenza di qualsivoglia servizio di copertura assicurativa, trattandosi in realtà di una più generica promozione basata su di un asserito prezzo di listino (non verificabile ed in ogni caso predeterminato)”.

Codici ha dunque deciso di inviare una segnalazione all’Antitrust. “Il messaggio pubblicitario contiene informazioni che falsano in qualche modo il comportamento economico dei consumatori? Lo spot è ingannevole? Si fa credere che nel costo d’acquisto del veicolo sia ricompreso anche il servizio di copertura assicurativa?”, sono le domande cui l’Autorità è chiamata a rispondere. Spiega l’associazione: “Abbiamo inviato una segnalazione all’Autorità della Concorrenza e del Mercato, per chiarire i dubbi scaturiti ad un nostro delegato e da molti cittadini dalla pubblicità in questione. Il nocciolo della vicenda è: lo spot induce a credere che l’assicurazione sia ricompresa nel prezzo? Sarà l’Autorità a decidere in merito, ma è importante sottolineare che i messaggi promozionali devono sempre comprendere tutte le informazioni necessarie a far sì che il consumatore abbia una notizia chiara e trasparente”.

Un commento a “Pubblicità della Smart, Codici invia segnalazione all’Antitrust”

  1. alessandro gaboardi ha detto:

    Bravo codici, E’ ora che la smettano, i pubblicitari ed a maggior ragione le ditte, di raccontare frottole spacciandole per facilitazioni. Se una pubblicità simile a questa la facesse un’ agenzia turistica correrebbe l rischio di avere la sospensione della licenza di esercizio. Sarebbe utile che le sanzioni dell’autorità anzichè pecuniarie si indirizzassero verso azioni maggiomente incisive.