Saldi, buona partenza. Anzi, no

Come stanno andando i saldi? Meglio del previsto, per gli esercenti. Negativi come previsto, per alcune associazioni dei consumatori. Le valutazioni sul primo fine settimana di sconti sono divergenti ma sembrano indicare una tendenza di fondo: c’è stata folla, e acquisti, soprattutto nei centri storici delle grandi città e nei principali outlet, dove le famiglie hanno forse approfittato dei saldi per fare acquisti a lungo rimandati o attesi, nonché nei negozi delle griffe e nelle boutique, trainate dai turisti – quelli più disposti a spendere. In difficoltà invece la periferia e le città del Sud. Iniziati sabato scorso – dopo l’avvio anticipato, ma in sottotono, del 2 gennaio in Campania, Sicilia e Basilicata – Confcommercio parla di “gran folla nelle vie dello shopping, nei centri commerciali e negli outlet, con risultati sopra le previsioni e aumenti tra il 5 e il 20%”.

In particolare, è nelle principali città che il bilancio è superiore alle aspettative. A Firenze Confcommercio parla di ”boom di incassi”, che “in alcuni casi sono aumentati di oltre il 20% rispetto al primo giorno di sconti del 2012”. Il settore che ha registrato il maggior incremento di vendite ”è stato quello dell’abbigliamento, mentre la zona che ha avuto più clienti è stata l’area del centro storico”. Partenza sprint anche a Milano dove, dalle prime rilevazioni raccolte da Federmodaitaliamilano, si registra un incremento dell’8% rispetto all’avvio dei saldi invernali 2012, con uno scontrino medio di 150 euro e una percentuale di sconto che si attesta a oltre il 40%. Bene anche Roma: si parte di una partenza positiva e di un aumento del 5% di vendite nel centro rispetto allo scorso anno, con le altre vie dello shopping sostanzialmente stabili e folla negli outlet intorno alla città.

Inizio incoraggiante per i negozianti ma smentito dal Codacons, che invece conferma l’andamento negativo dei saldi nella prima giornata di sconti. Le rilevazioni eseguite dall’associazione presso le strade dello shopping e nei centri commerciali, nelle fasce orarie 10-12 e 15-18, hanno invece evidenziato una riduzione degli acquisti mediamente del 10% rispetto al primo giorno di saldi dello scorso anno.

“La tendenza dei consumatori è quella di girare per negozi e confrontare prezzi e offerte, alla ricerca di un buon affare – spiega il Codacons – ma  regna in tutta Italia massima cautela negli acquisti. La maggior parte degli utenti intervistati dall’associazione, infatti, ha dichiarato di non avere alcuna fretta di comprare, e di poter rimandare o addirittura rinunciare a uno o più acquisti, considerata la minor disponibilità economica rispetto al passato e le spese future che attendono le famiglie nel 2013”. Reggono i centri commerciali e le boutique d’alta moda, trainate dai turisti, mentre per l’associazione a conti fatti la riduzione delle vendite durante i saldi si attesterà su un meno 15%, e la spesa dei consumatori non supererà una media di 224 euro a nucleo familiare.

Di diverso avviso, invece, l’Adoc, per la quale si tratta di una partenza migliore del previsto e nonostante le previsioni negative le famiglie hanno risposto positivamente alle offerte proposte dai saldi. “A dispetto delle previsioni pessimistiche che hanno preceduto i saldi, il primo weekend di vendite è partito bene – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – le famiglie hanno risposto positivamente alle offerte presentate dai commercianti, che hanno puntato su prodotti di qualità a prezzi equi e giusti, con sconti reali, veri e non fasulli. I consumatori hanno un budget limitato e stanno progressivamente abolendo gli sprechi e gli acquisti non utili, ma possiamo considerare questo inizio benaugurante, il primo segnale di una ripresa e di una voglia di vincere la crisi che vede nelle famiglie e nei consumatori la propria forza motrice. Pertanto ci auguriamo e auspichiamo che il prosieguo dei saldi mantenga, e possibilmente migliori, questo trend positivo. In questo senso crediamo che se le offerte continueranno a puntare sulla qualità dei prodotti a fine stagione le vendite potrebbero aumentare del 5% rispetto allo scorso anno”.

L’analisi di Confesercenti sul primo fine settimana di saldi parla di “luci e ombre”, con un calo contenuto di vendite (stimato fra il 5 e il 10%), l’acquisto di meno capi importanti a fronte degli accessori e un traino rappresentato soprattutto dai turisti. “La crisi incide sui saldi, ma con meno forza di quanto temuto: nel primo weekend, infatti, le vendite tengono o registrano cali contenuti, grazie anche all’afflusso dei turisti stranieri e degli italiani ‘a caccia di sconti’, ormai prevalentemente attestati sul 50%”: questo quando emerge da un’indagine condotta da Confesercenti in alcuni capoluoghi italiani.

I turisti hanno premiato soprattutto i negozianti dei centri storici delle città d’arte: a Venezia i saldi tengono ma aumentano le percentuali di sconto offerte dai commercianti, che quest’anno sono partiti dal 30-40%. Anche a Roma, rileva Confesercenti, si registrano buone performance grazie allo shopping dei turisti stranieri, che premia i negozi del centro storico e consente di realizzare risultati in linea con lo scorso anno. La spesa media rimane sui 200 euro, senza differenze rispetto ai saldi invernali 2012, mentre gli sconti massimi sono ormai assestati sul 50%.  Lo scontrino medio si assesta intorno ai 100 euro a Bologna (calo del 15% sull’anno e sconti fino al 50%), a Milano (calo del 5% e sconti fino al 50%) e a Torino (flessione del 10%). A Bari e Napoli lo scontrino medio si ferma a circa 70 euro. A Palermo, invece, la spesa media è di 200 euro, in calo del 25% rispetto allo scorso anno, nonostante gli sconti che arrivano anche al 70%.

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