Saldi, Confcommercio: vendite a più 3% rispetto al 2013

I consumatori hanno dato previsioni nere. Confesercenti ha tirato un sospiro di sollievo parlando di un aumento di vendite del 10%. L’ultimo monitoraggio, fatto fra gli associati di Federazione Moda  Italia-Confcommercio, vede segnali positivi: i saldi invernali registrano un aumento di vendite di quasi il 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con una crescita dello “scontrino medio” che sale dai 102 euro del 2013 ai 113 euro attuali. Per la sigla, finalmente qualcosa si muove.

Afferma il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio Renato Borghi: ”Non mi pare vero di commentare finalmente una buona notizia. Da qualche anno, il dettaglio moda, tra i settori più penalizzati, non vedeva il segno più davanti, neppure con i saldi”. Il monitoraggio si basa su un numero significativo di aziende del settore abbigliamento, intimo, calzature, pelletterie, accessori, articoli tessili per la casa e articoli sportivi distribuite in tutta Italia. L’indagine, precisa Confcommercio, tiene conto dei migliori risultati dei Comuni turistici, dei centri urbani e delle vie commerciali così come delle meno confortanti performance dei comuni più piccoli e delle periferie.

I numeri dicono che c’è stato un aumento dei volumi di vendita di quasi il 3% (dato medio 2,71%) rispetto allo stesso periodo del 2013, con un ritorno degli acquisti nei negozi tradizionali e con scelte orientate a prodotti di qualità a prezzi accessibili. Sul versante degli esercenti, il 48,6% delle aziende riscontra un incremento degli incassi a fronte di un 32,3% che ha avuto un peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2013. Il 19,1% ha invece riscontrato una stabilità di vendite. Il 67,7% ha registrato, quindi, nel primo weekend lungo di saldi un incremento o stabilità. Anche se ”è troppo presto per tirare le somme – prosegue il presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio – l’esito positivo dei numerosi questionari che stiamo raccogliendo in questi primi giorni di vendite, ci fa sperare in una tanto auspicata inversione di tendenza”.

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