Sisma in Emilia, forse oggi aumento benzina

Dovrebbe entrare in vigore oggi l’aumento di 2 centesimi sui carburanti deciso dal Consiglio dei Ministri per fronteggiare l’emergenza causata dal sisma in Emilia Romagna. Per il momento le compagnie petrolifere stanno alla finestra e i prezzi questa mattina non risentono ancora dell’aumento. Prosegue intanto il conto dei danni nelle zone colpite dal sisma. C’è preoccupazione per le ripercussioni sulla produzione delle aziende biomedicali: nell’area c’è infatti il più importante distretto europeo del settore. Nel solo comparto lattiero-caseario si stimano danni per 150 milioni di euro. E ci sono un milione di forme di Parmigiano e Grana danneggiate.

In attesa di leggere il decreto legge varato ieri dal Consigli dei Ministri con le misure pro-emergenza terremoto e l’aumento sulle accise carburanti di 2 cent euro/litro più Iva, con la relativa entrata in vigore che tutto lascia prevedere sia oggi, le compagnie petrolifere hanno preferito restare alle finestra”, informa oggi Quotidiano Energia, sottolineando che i prezzi raccomandati registrano ancora aumenti che sono frutto però di decisioni prese prima degli ultimi eventi. “Secondo gli operatori, i giochi sul territorio si fanno oggi e soprattutto nel week-end – spiega QE – quando i delta tra prezzi raccomandati, quotazioni internazionali (ieri in forte discesa nonostante la debolezza dell’euro) e la risposta da dare all’invito del ministro Passera di farsi carico, almeno in parte, del nuovo caro-accisa daranno luogo a comportamenti di prezzo probabilmente variegati e tutti comunque da analizzare”.

Sul fronte dei danni nel solo settore lattiero-caseario, Fedagri parla di di 981.800 forme danneggiate, di cui 631.800 di Parmigiano Reggiano e 350.000 di Grana Padano. Il danno calcolabile, al netto di quelle che potranno essere recuperate, secondo Fedagri è di oltre 150 milioni di euro.

Intanto ieri il Ministero delle Politiche agricole ha dato il via ai primi interventi per l’agricoltura. “Abbiamo esaminato la critica situazione nella quale versano le imprese agricole delle zone colpite dal sisma e valutato le possibili risposte economiche in grado di riattivare un tessuto produttivo così fortemente ferito dal terremoto. Si tratta di una vera tragedia nazionale alla quale intendiamo dare risposte concrete – ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania – Lo strumento più immediato per il raggiungimento di questo obiettivo è certamente il potenziamento del Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia-Romagna, a cui si giungerà anche grazie all’iniziativa presa dal Coordinatore degli Assessori regionali, Dario Stefano, che ha promosso una rimodulazione in favore della Regione Emilia-Romagna di parte dei fondi precedentemente assegnati ad altre Regioni. Per la parte rimanente delle risorse mi sono attivato per reperire i fondi attraverso la rimodulazione delle quote di cofinanziamento nazionale e mediante l’attivazione di nuove risorse sulle quali il Governo sta lavorando.”

L’obiettivo complessivo è di mettere a disposizione dell’Emilia Romagna nuove risorse per circa 135 milioni di euro di nuovi fondi, dei quali 100 milioni sul Psr e 35 milioni liberati dal bilancio regionale a seguito dell’intervento sostitutivo dello Stato.“In questo modo – ha detto Catania – in tempi contenuti, la Regione Emilia-Romagna sarà posta nelle condizioni di poter intervenire al ripristino del potenziale produttivo delle aziende agricole colpite, così da permettere la messa in sicurezza delle strutture coinvolte dal sisma ed accelerare la ripresa dell’attività produttiva.”

Per quanto riguarda i danni ai prodotti, il Ministero ha evidenziato la difficoltà della situazione degli stabilimenti di maturazione dei formaggi DOP, per i quali sono in corso “misure per la dislocazione del prodotto delle imprese danneggiate al di fuori della zona di produzione prevista dai disciplinari”.

“Ci siamo anche attivati – ha concluso il Ministro Catania – nei confronti dell’Unione europea, la quale dovrà verificare preventivamente le relative disponibilità di bilancio, per consentire agli agricoltori delle aree colpite dal sisma di ricevere un acconto del 50% sui contributi previsti dalla Politica agricola comune (regime di pagamento unico) a partire dal prossimo mese di luglio, in anticipo di cinque mesi rispetto ai tempi stabiliti dalla normativa comunitaria.”

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