Univendita: i candidati premier lascino invariata l’Iva

Lo scatto di un punto percentuale dell’Iva, con l’aumento dal 21 al 22%, è previsto per il primo luglio di quest’anno. Un provvedimento osteggiato da molti e oggi richiamato da Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le aziende italiane operanti nel campo della vendita diretta a domicilio, che chiede ai candidati premier l’impegno a lasciare invariata l’Iva per non deprimere ogni possibilità di ripresa. Del resto, i consumi sono in flessione da tempo e l’aumento dell’Iva non giocherebbe a loro favore.

Commenta il presidente di Univendita Luca Pozzoli: “In un momento di promesse elettorali almeno su una cosa bisogna essere tutti d’accordo: non si possono ulteriormente deprimere i consumi delle famiglie italiane, già falcidiati dal calo del potere d’acquisto rilevato dall’Istat. Chiediamo un impegno in questo senso ai candidati premier alle prossime Politiche per cambiare finalmente direzione e imboccare la strada dello sviluppo dopo i tanti sacrifici sopportati. E chiediamo, naturalmente, che questo impegno sia rispettato: l’Iva non si deve ritoccare al rialzo. I soldi – prosegue Pozzoli – possono e devono essere recuperati altrimenti, da una seria ed efficace lotta all’evasione fiscale, da una stretta sui costi della politica e dalla dismissione del patrimonio pubblico. Si gioca qui la scommessa per il futuro immediato dell’Italia e chi si candida alla guida del Paese non può ignorare questa emergenza”.

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