Vendite al dettaglio, Istat: a marzo -3% (nono calo consecutivo)

Nono crollo consecutivo delle vendite al dettaglio: a marzo l’Istat registra un calo dello 0,3% su febbraio e del 3% su marzo 2012. A crollare sono le vendite dei prodotti non alimentari (-6,1%), mentre gli alimentari tornano positivi (+2%), “grazie alla Pasqua” che però è riuscita a risollevare soprattutto la grande distribuzione, in particolare i discount alimentari (+4,8%). I piccoli negozi soffrono: a marzo hanno subito un crollo di vendite del 6,6% rispetto al 2012.

Ma sono soprattutto l’abbigliamento e le calzature a risentire della crisi: registrano cali nelle vendite al dettaglio rispettivamente del 9% e dell’8,8% rispetto a marzo 2012. 

A Pasqua gli italiani hanno destinato il loro budget alla spesa alimentare, prosciugando gli acquisti su tutti gli altri fronti, compresi i prodotti farmaceutici (-6,4%).

Per il Codacons il dato sulle vendite alimentari non deve trarre in inganno: considerato che l’inflazione per i prodotti alimentari a marzo è stata, su base annua, del  2,4%, si deduce che anche in questo settore le vendite in termini quantitativi continuano inesorabilmente a scendere.

E poi quello che dovrebbe preoccupare è il dato delle vendite dei piccoli negozi che precipitano in ogni categoria merceologica, crollando del 6,6% su base annua (-2,4% nel settore alimentare, – 7,7% in quello non alimentare). “In pratica gli italiani, avendo finito i soldi, vanno a caccia delle offerte della grande distribuzione anche per ogni piccolo acquisto, non più per la spesa settimanale fatta nel weekend, ma anche nei giorni lavorativi. Oppure vanno nei discount, l’unico settore che ha un dato realmente positivo. In pratica gli italiani per mangiare come prima devono rinunciare alle marche famose e pubblicizzate” conclude il Codacons secondo cui “la crisi sta mettendo in ginocchio il settore dei negozi di vicinato che continuano inesorabilmente e giornalmente a chiudere, un fatto drammatico specie per le persone anziane.

Addirittura, secondo le stime aggiornate dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la caduta dei consumi relativa al biennio 2012-2013 tocca quota -7,3%, vale a dire circa 52 miliardi di euro in meno sul mercato. Una brusca frenata che, in caso di mancata sospensione dell’aumento dell’Iva da luglio, peggiorerà ulteriormente.

“Addirittura, nel 2013, sono state intaccate in modo rilevante le spese relative ad alcuni settori vitali, come quello delle cure mediche, a cui oltre 9 milioni di cittadini sono stati costretti a rinunciare, o quello alimentare: rispetto allo scorso anno, secondo quanto rilevato dal nostro Osservatorio, i consumi relativi a tale settore sono diminuiti del -4,6%, vale a dire una contrazione di spesa di oltre 262 Euro annui a famiglia.

“Tali dati testimoniano una situazione di vera e propria emergenza, che richiede interventi improrogabili in grado di favorire la ripresa del potere di acquisto delle famiglie e dare uno sprone alla ripresa dell’economia, puntando su crescita e lavoro – dichiarano i Presidenti di Federconsumatori e Adusbef Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – In tal senso le linee di intervento si dovranno concentrare su:

  • eliminazione del demenziale aumento dell’IVA da luglio, che determinerà aggravi di +207 Euro a famiglia;
  • slittamento dell’applicazione della Taresalmeno al prossimo anno;
  • predisposizione di un serio piano per la ripresa degli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca;
  • allentamento dei patti di stabilità degli Enti Locali, per dare possibilità di interventi per il rilancio occupazionale.

Un commento a “Vendite al dettaglio, Istat: a marzo -3% (nono calo consecutivo)”

  1. NINO ha detto:

    Di che ci meravigliamo? con l’aumento dell’IVA i consumi scenderanno ulteriormente,di conseguenza chiuderanno migliaia di altre aziende,aumenteranno i disoccupati e lo Stato aumenterà le tasse o metterà all’asta altri Bot,CCt e simili che acquisteranno i soliti investitori istituzionali arricchendosi sempre più ed aumentando il divario fra ricchi e poveri (che possiamo cominciare a chiamare MISERABILI).