Alimenti ritirati, petizione de Il Fatto Alimentare giunge alla Camera

Passi avanti per la petizione promossa da Il Fatto alimentare, che chiede al Ministero della Salute e alle catene di supermercati di pubblicare i nomi e le fotografie dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali. La raccolta delle firme è giunta a quota 4500. Soprattutto, l’appello – lanciato su change.org all’inizio di ottobre – è arrivato alla Camera dei Deputati con un’interrogazione parlamentare presentata da 14 deputati del Movimento 5 Stelle.

L’interrogazione è stata posta al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e a quello delle politiche agricole Nunzia De Girolamo ed è stata promossa dal deputato Giuseppe L’Abbate insieme agli altri 13 colleghi del M5S. Come ricorda l’appello, ogni anno le catene dei supermercati ritirano dagli scaffali decine di alimenti per problemi seri e centinaia per aspetti di minor rilievo che comunque rendono le confezioni invendibili. In genere i clienti non sono informati, e solo in pochi casi viene esposto un piccolo cartello nei punti vendita. E’ accaduto anche per casi recenti, come lo scandalo alimentare che ha coinvolto diversi lotti di frutti di bosco surgelati, causa di diffusione di epatite A, e un’allerta alimentare sul botulino, poi rientrata, che coinvolgeva dei vasetti di pesto. In entrambi i casi l’informazione è stata scarsa, in ritardo, senza fotografie o con fotografie pubblicate solo dopo alcuni giorni.

“Eppure in Italia esiste l’art. 19 del reg. 178/2002 che obbliga i produttori e i supermercati “ad informare i consumatori in maniera efficace e accurata, specificando i motivi del ritiro e, se necessario, richiamare i prodotti già venduti per tutelare la salute” – si legge nella petizione – Chiediamo al Ministero della salute di diffondere con regolarità sul proprio sito e attraverso i media le foto e le schede di tutti i prodotti alimentari richiamati dal mercato perché ritenuti pericolosi per la salute e di affiancare a queste notizie l’elenco dei punti vendita in cui sono stati commercializzati”.

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