Batteri nella carne di pollo, Macrì (UNC): nell’UE norme severe su uso antibiotici

A proposito dell’articolo, pubblicato dalla nostra agenzia di stampa, sull’indagine condotta da Altroconsumo sui petto di pollo per misurarne la presenza di batteri più inclini a sviluppare una resistenza agli antibiotici, arrivano alcune precisazioni dell’esperto di sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori, Agostino Macrì.

Per evitare che alcuni lettori fraintendano la notizia e si allarmino inutilmente, Macrì precisa che nelle carni di pollo non sono stati trovati residui di antibiotici, ma batteri farmacoresistenti e che quello della farmacoresistenza è un problema piuttosto vecchio che è stato affrontato dai più importanti consessi scientifici internazionali (EFSA, EMEA, OIE, Codex Alimentarius, FDA, ecc.) che hanno emanato una serie di raccomandazioni.

L’Unione Nazionale Consumatori ha pubblicato sul blog www.sicurezzalimentare.it una nota sulle precauzioni da adottare per evitare il rischio di una contaminazione da microrganismi farmacoresistenti nella carne. Nella stessa nota si fa riferimento ad una indagine epidemiologica condotta dall’EFSA e dall’ECDC su 500 milioni di persone da cui risulta che il rischio di ammalarsi da zoonosi batteriche “farmacoresistenti” potrebbe riguardare lo 0.1 % della popolazione.

Nonostante che il pericolo sia stato considerato molto modesto, l’UE ha definito delle norme molto severe in merito all’uso degli antibiotici (o meglio degli antibatterici) negli allevamenti zootecnici. In pratica l’uso degli antibiotici può essere effettuato soltanto  sotto uno stretto controllo sanitario veterinario. “I risultati dell’indagine di Altroconsumo sono sicuramente molto interessanti – scrive Macrì – ma dovrebbero essere letti nel contesto delle attività effettuate da parte delle Autorità Sanitarie che sono oggetto di pubblicazioni scientifiche e dei citati pareri delle Autorità scientifiche internazionali. I cittadini dovrebbero quindi preoccuparsi, oltre che delle carni, soprattutto di usare correttamente non soltanto gli antibatterici, ma anche le tante sostanze disinfettanti con le quali quotidianamente si viene a contatto in quanto non si può escludere che anche queste siano causa di farmacoresitenza”.

Comments are closed.