Bio, Cia: consumi senza crisi, più 6,1% nel primo semestre 2012

Il biologico non è più di nicchia: sta diventando una vera e propria abitudine di spesa, con una presenza elevata di prodotti bio nelle catene della grande distribuzione e con il 75% degli italiani che dichiara di comprare bio almeno una volta al mese. In controtendenza con la flessione dei consumi alimentari, il primo semestre dell’anno regista un aumento del 6,1% e la “conquista” di spazi maggiori anche nelle mense scolastiche (più 10%), nei ristoranti con menù bio (più 24%), come pure per gli agriturismi (+11%). Sono i numeri resi noti oggi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione del Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, che prenderà il via a Bologna sabato prossimo.

I consumi alimentari sono in flessione ma il bio tiene e aumenta, tanto da registrare un più 6,1% nei primi sei mesi di quest’anno. Già il 2011 si era concluso con un aumento pari a 9,2%. “Il “bio”, dunque, esce definitivamente dai confini della moda di nicchia e diventa una vera e propria abitudine di spesa, come evidenzia la presenza massiccia dei prodotti biologici nelle catene della Gdo”, evidenzia la Cia.

I maggiori aumenti di spesa (dati Ismea) riguardano soprattutto biscotti, snack e dolciumi (+26,1%), seguiti da latte e formaggi (+9,5%); pasta, riso e sostitutivi del pane (+9 %); carne (+3,2%). L’ortofrutta fresca e trasformata registra un leggero +1%, ma rimane comunque la categoria più consumata, con un peso sul totale del biologico superiore al 30%. In flessione del 6,2% ci sono invece zucchero, caffè e tè, mentre le uova registrano un meno 6,4%.

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