Bonduelle, richiamati anche Spinaci in placca. UNC: chiudere la filiera

C’è un altro prodotto della Bonduelle ritirato per sospetta presenza di mandragora. Oltre agli Spinaci Millefoglie 750 g, il Ministero della Salute ha infatti richiamato anche gli Spinaci in Placca 1/5 2,5KG Food service surgelati, prodotti per Bonduelle sempre da Gelagri Iberica Srl (Navarra, Spagna). Il prodotto non deve assolutamente essere consumato per sospetta presenza di mandragora. La stessa azienda ha pubblicato il richiamo precauzione nella home page del proprio sito internet.

Il timore c’è anche perché, come riporta l’Ansa, a fine settembre un’intera famiglia è stata ricoverata al Fatebenefratelli di Milano “perché manifestavano confusione mentale e amnesia, a vari livelli gravità, dopo aver mangiato una confezione di spinaci surgelati acquistati al supermercato”.

Bonduelle sul proprio sito ha pubblicato il richiamo con queste parole: “Abbiamo condotto un richiamo di alcuni lotti di un nostro prodotto come misura precauzionale a tutela della Vostra sicurezza. Abbiamo deciso di fare questo richiamo a seguito della segnalazione di un caso di sospetta intossicazione da anticolinergici, potenzialmente causata dal consumo di mandragora presente nelle verdure consumate dalla persona intossicata, tra cui foglie di Spinaci Millefoglie Bonduelle”.

Dice l’azienda: “Pur non essendo confermata la presenza di mandragora all’interno del nostro prodotto, perché sono in corso accertamenti da parte dell’autorità su tutte le verdure consumate, con questa scelta abbiamo voluto adottare la massima precauzione, perché per noi di Bonduelle la Vostra sicurezza è una priorità assoluta”. I prodotti non vanno consumati.

E di fronte a quanto sta accadendo l’Unione nazionale consumatori chiede direttamente la chiusura della filiera. “In relazione agli spinaci millefoglie surgelati Bonduelle dei quali ieri il ministero della Salute ha stabilito  il ritiro dai supermercati per sospetta presenza di foglie di mandragora, chiediamo, a titolo precauzionale, di chiudere, temporaneamente la filiera di produzione, dal momento della coltivazione alla raccolta – ha detto Agostino Macrì, responsabile dell’Area sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori – Non basta, insomma, ritirare i lotti sospetti. Se fosse accertata la presenza di foglie di mandragora, è necessario capire cosa non ha funzionato nella raccolta e nel confezionamento dell’azienda spagnola, per evitare il ripetersi del problema. Anche la Spagna deve sottostare alle regole europee e ai requisiti di sicurezza previsti. Purtroppo la mandragora cresce spontaneamente nei prati e può essere confusa con altre piante commestibili, in particolare la borragine. Per questo i consumatori devono prestare particolare cautela”.

Qui e qui i lotti interessati dal richiamo.

 

lascia un commento