Bresaola, quella italiana torna sulle tavole degli americani

Dopo 12 anni di divieto, la bresaola italiana può tornare sulle tavole degli americani. Il Animal Plant Health Inspection Service (APHIS) del Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti di America ha comunicato al Ministero della Salute di essere pronto ad accettare la bresaola italiana prodotta a partire da carni americane provenienti dal circuito delle carni garantite per assenza di utilizzo di ormoni della crescita. Si riapre così un importante mercato che potrà essere ulteriormente allargato nei prossimi mesi anche alla bresaola prodotta a partire da carni italiane.

L’Amministrazione americana ha infatti avviato un processo di revisione normativa che porterà a riconoscere l’Italia, come ha fatto recentemente l’Organizzazione Mondiale della sanità animale (OIE), come Paese a rischio trascurabile per la BSE, la cosiddetta malattia della mucca pazza.

Un commento a “Bresaola, quella italiana torna sulle tavole degli americani”

  1. costante ha detto:

    E se le carni fossero italiane con tutte le certificazioni (dimostrabili) pari alle carni americane (per esempio da animali allevati in alpeggio e con mangimi selezionati verificabili, sarebbe diverso?
    La clausola di “carni americane” è una clausola altamente protezionistica, ,anche perché con le carni che vanno e vengono quali sarebbero i costi in rapporto alla convenienza? e con le ispezioni che usano fare gli americani che di solito vogliono le procedure in dettaglio, alla fine gli americani imparerebbero a farsi la bresaola da soli, con le prove già fatte con la loro carne e magari chiamandola “Italian style”!!.