Carne adulterata, Nas di Palermo sequestrano 4 tonnellate

Carni adulterate con solfiti e nitrati, aggiunti per alterarne artificialmente la qualità, in particolare il colore, mascherando cosi il normale processo di putrefazione.E’ quanto scoperto oggi dai Nas di Palermo che hanno sequestrato ben 4 tonnellate di vecchie carni trattate in questo modo in un deposito in via Altofonte a Palermo. La “merce” sarebbe stata venduta nelle macellerie delle provincie di Palermo, Agrigento e Trapani; 23 i macellai denunciati.

“Con la crisi sono moltiplicate le frodi a tavola con un incremento record del 277% del valore di cibi e bevande sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate, per garantire la sicurezza alimentare – commenta Coldiretti – Le frodi a tavola si moltiplicano nel tempo della crisi soprattutto con la diffusione dei cibi low cost e sono crimini particolarmente odiosi perché si fondano sull’inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti”.

“Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto messa in atto dalla Magistratura e da tutte le forze dell’ordine impegnate confermano la necessità – continua la Coldiretti – di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione. Per questo è importante l’istituzione presso l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, su proposta del Guardasigilli Andrea Orlando, della Commissione di studio per l’elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare alla cui guida ci sarà l’ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli, che attualmente presiede il Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso dalla Coldiretti.

“Anche grazie alla disponibilità di nuove tecnologie, la contraffazione e la frode nell’alimentare sono diventate un vero e proprio affare criminale che va perseguito con un sistema punitivo più adeguato – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che – sotto questo profilo non si deve pensare solo ad un inasprimento delle pene previste, ma all’articolazione di modelli di sanzioni in grado di colpire i patrimoni economici, ad esempio, attraverso la confisca, così come sperimentato per il contrasto alla criminalità organizzata”.

Comments are closed.