Carne di cavallo, Consumatori chiedono norma europea su tracciabilità

“Nestlé ha fatto bene a ritirare i prodotti, ma serve tracciabilità di tutti gli ingredienti. La mancanza di regole rigide alimenta le mafie di tutti i Paesi. E’ giunto il tempo di contrastare questi traffici”. E’ il commento di Pietro Giordano, Segretario nazionale di Adiconsum alla notizia della settimana: il ritiro da parte di Nestlè dei tortellini e dei ravioli di carne della Buitoni. Secondo Giordano il vero problema è che a livello europeo c’è l’opposizione di alcuni Paesi, in particolare quelli del Nord, a costruire un serio sistema di tracciabilità degli alimenti.

“Ed ecco perché – continua Giordano – non c’è una normativa europea che garantisca la tracciabilità di tutti i prodotti soprattutto quella degli alimenti composti”. Il Segretario di Adiconsum ribadisce che “non essendoci regole rigide sulla tracciabilità diventa facile per le mafie di tutti i Paesi, perché poi di questo si tratta, poter inserire nel mercato alcuni tipi di carne, fortunatamente in questo caso non nocive”.

Giordano conclude: “Le aziende dovrebbero fare verifiche a campione a monte, perché il controllo ex-post non basta. Serve un coinvolgimento di tutti i soggetti in primis le Associazioni consumatori”.

In attesa dei risultati che nei prossimi giorni arriveranno dalle analisi effettuate dall’istituto zooprofilattico di Torino sui 200 campioni di lasagne commercializzate in Italia che permetteranno di capire la reale portata del problema, Movimento Consumatori auspica una forte inversione di tendenza nelle politiche sulla sicurezza alimentare dell’Unione europea. “Questo caso – spiega Alessandro Mostaccio, responsabile del settore Alimentazione dell’Associazione – dimostra che l’Unione europea reagisce sul piano dei controlli solo e sempre dopo che si verificano gli scandali, rinunciando ad esercitare preventivamente il proprio potere normativo in materia di tracciabilità dei prodotti e degli ingredienti”.

Se dalle analisi emergeranno contaminazioni farmacologiche, Movimento Consumatori proporrà una specifica campagna di boicottaggio degli eventuali marchi di prodotti trasformati che risultino contaminati, in attesa delle decisioni degli organismi competenti.

Da un’indagine condotta dalla Coldiretti emerge che “le frodi a tavola sono quelle più temute dagli italiani con 6 cittadini su 10 che le considerano più gravi di quelle fiscali (40%) e degli scandali finanziari (26%)”. Le cause sono i possibili effetti sulla salute; i 57% degli italiani pensa che debbano essere punite con la sospensione dell’attività, il 22% ritiene che la pena più giusta sia addirittura l’arresto mentre solo il 18% una multa salata. Oltre il 90% degli italiani, infine, ritiene che dovrebbe essere obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine delle materie prime agricole impiegate in tutti gli alimenti mentre il 65% si sente garantito da un marchio degli agricoltori italiani, il 16% da quello della distribuzione commerciale e appena il 9% da uno industriale. E l’ultimo horsegate rafforza questa sfiducia nell’industria alimentare.

“La diffidenza dei cittadini è stata alimentata – prosegue la Coldiretti – dall’escalation che si è verificata negli ultimi tempi in cui in media c’è stato uno scandalo alimentare all’anno: dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina,  dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli di soia fino alla carne di cavallo nei ravioli”. “In tempi lontani – continua la Coldiretti – si ricorda la vicenda del metanolo nel 1986 che ebbe un vero effetto purificatore nel settore del vino e che favorì un processo di qualificazione del settore che ha portato il Made in Italy a primati mondiali”.

Secondo la Coldiretti “la globalizzazione dei mercati ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero, con effetti che rischiano di provocare una rincorsa al ribasso con effetti drammatici. Soprattutto in un momento di crisi in cui molti sono costretti a risparmiare sull’alimentazione è necessario garantire trasparenza ai cittadini consumatori e – conclude la Coldiretti – metterli in condizione di conoscere ciò che va sulle loro tavole”.

Un commento a “Carne di cavallo, Consumatori chiedono norma europea su tracciabilità”

  1. costante ha detto:

    Ma guardatevi i regolamenti in vigore !, a partire dal 178 CE: la tracciabilità è già obbligatoria nella UE, come l’autocontrollo e l’analisi del rischio , manca solo un controllo ufficiale reale efficiente ed efficace,nonostante i proclami di bravura dei servizi ufficiali di controllo e prevenzione.