Carne di cavallo, Codacons studia indennizzi per chi ha comprato i prodotti ritirati

Dopo il ritiro dagli scaffali dei supermercati italiani di ravioli e tortellini di manzo Buitoni, da parte della Nestlè, il Codacons scende in campo e chiede risarcimenti in favore dei consumatori. “Chi ha acquistato confezioni dei prodotti ritirati dal commercio, ha diritto ad un indennizzo, anche in assenza di pericoli per la salute umana – spiega il Presidente Carlo Rienzi – La violazione delle norme sull’etichettatura, infatti, configura un danno per il consumatore, il quale effettua le sue scelte economiche sulla base delle indicazioni fornite sulle etichette dei prodotti alimentari”.

“Indicazioni che, come è stato dimostrato, erano falsate in quanto non riportavano correttamente il contenuto degli alimenti. Senza contare – prosegue Rienzi – l’elevato numero di cittadini che per scelta non mangia carne di cavallo, e che potrebbe essersi ritrovato a consumare suo malgrado carne equina”. Il Codacons sta studiando dunque le possibili azioni risarcitorie in favore dei consumatori italiani coinvolti nello scandalo alimentare, al fine di far ottenere loro un equo indennizzo.

Intanto ecco l’elenco dei prodotti ritirati dalla Nestlè dal mercato italiano: Buitoni ravioli brasato 230 g; Buitoni ravioli brasato 230 g promo; Buitoni ravioli brasato 450 g; Buitoni tortellini alla carne 450 g; Buitoni tortellini alla carne 230 g; Buitoni tortellini carne 230 g pacco doppio; Buitoni tortellini carne 230 g promo.

Agostino Macrì, esperto di Sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori, rilancia: “Probabilmente si è trattato di una contaminazione accidentale, ma il punto è che i sistemi di autocontrollo hanno funzionato parzialmente e ‘i tortellini al cavallo’ sono comunque arrivati sui banconi di vendita e non si può escludere che in precedenza siano stati venduti e consumati”. “Il caso dei tortellini Buitoni, come era già successo con le lasagne Findus – prosegue Macrì – non rappresenta un rischio per la salute dei consumatori (nel caso Buitoni, in particolare, la percentuale di carne equina rilevata è intorno all’1%), ma riguarda la violazione delle norme di etichettatura: il consumatore ha, infatti, il diritto di conoscere la composizione di quello che acquista e non è tollerabile che sia minata la sua fiducia a causa della leggerezze dei produttori”. “Un’ultima considerazione – conclude l’esperto – riguarda le norme di autocontrollo che debbono essere rispettate da tutte le aziende alimentari che operano nell’Unione Europea. Sulle etichette c’è scritto il paese in cui i singoli alimenti sono stati prodotti e quindi al consumatore va ricordato che, non solo in momenti di emergenza come quello attuale, resta in suo potere di fare scelte di acquisto consapevoli, anche dando un’occhiata a quanto riportato circa il luogo di produzione”.

Un commento a “Carne di cavallo, Codacons studia indennizzi per chi ha comprato i prodotti ritirati”

  1. costante ha detto:

    Ma quale audit di tracciabilità e quale audit di autocontrollo
    ( obbligatorio, come per diretta esperienza afferma anche Agostino Macrì, secondo le direttive CE vigenti e operanti in tutti gli stati membri) è stato effettuato dai servizi veterinari che “costantemente e diligentemente monitorano la filiera alimentare per garantire la salubrità e la correttezza formale (etichettatura) e sostanziale rischi) dei prodotti alimentari” ?
    L’origine della materia prima non c’entra se il sistema di autocontrollo aziendale e quello di controllo ufficiale funzionano a dovere andando oltre le verifiche cartolari.
    Ci sono norme entro la l’UE per dare sicurezza ai consumatori al di là di localismi ed i protezionismi : Il manzo buono prodotto da allevatori responsabili è buono da dovunque provenga.