Cibo & Lifestyle, Osservatorio Immagino: vola il bio e il “veggie”

Identità e cibo, binomio sempre più stretto. Lo stile di vita passa attraverso l’alimentazione e la orienta. Allo stesso tempo, le qualità del cibo rispecchiano la propria filosofia esistenziale o si adattano alla dieta prescritta dalla propria fede. Così in Italia crescono i prodotti “identitari”: quelli biologici, vegetariani e vegani, quelli kosher e halal. A evidenziare il peso dei prodotti lifestyle nella spesa alimentare è la seconda edizione dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy.

Nella selezione dei prodotti lifestyle rientrano circa 52 mila prodotti alimentari che riportano, in etichetta o sul packaging, claim e loghi quali  “idoneo ad uno stile di vita vegetariano”, “idoneo ad uno stile di vita vegano”, “halal”, “kosher”, “biologico”. Si tratta di oltre 5500 prodotti che mettono insieme una filosofia esistenziale o il rispetto dei dettami religiosi e che sono in crescita: le vendite ammontano a un valore di oltre 1,8 miliardi di euro e sono in aumento del 9,6%. In particolare, il menu degli italiani è sempre più improntato al vegetale. Fra i prodotti che caratterizzano uno stile di vita vanno veloce soprattutto il biologico e il mondo veggie, vegetariano e vegano, che ha saputo presentare sugli scaffali molte novità e al tempo stesso valorizzare in chiave “veg” altri prodotti tradizionali.

L’Osservatorio Immagino parla espressamente di una “crescita a ritmo sostenuto per i prodotti ‘identitari’”. “Tra l’anno terminato a giugno 2016 e quello terminato a giugno 2017, complessivamente, le vendite di questi alimenti sono avanzate del 9,6% e sono arrivate a valere 1,8 miliardi di euro (6,8% sul totale food). La pressione promozionale è del 32%, inferiore del 2,8% rispetto alla media dell’alimentare”.

Non si tratta però di prodotti “ghettizzanti”, prosegue l’Osservatorio, perché “arrivate a comparire sul 10,7% dei prodotti venduti in super e ipermercati, le indicazioni che rimandano ai lifestyle si rivolgono a un pubblico ben più ampio rispetto ai vegani stretti, agli ecologisti intransigenti o agli ebrei osservanti. In realtà il target è più ampio e coinvolge tutti i consumatori che vedono in queste indicazioni una garanzia in termini di qualità, di controlli e di sicurezza alimentare”. A trainare il comparto c’è di sicuro il biologico, uno dei segmenti più dinamici, che in un anno ha raggiunto il 14,5% di crescita arrivando a rappresentare il 3,0% delle vendite complessive del totale food rilevato dall’Osservatorio Immagino. “Altro mondo che va veloce – proseguono i ricercatori – è quello del “veggie” (vegetariano e vegano), che si avvicina sempre più ad acquisire un peso analogo a quello del biologico: tra giugno 2016 e giugno 2017 è arrivato alla quota del 2,7% del giro d’affari del mass market alimentare, grazie a una crescita annua a due cifre”.

Il menu degli italiani è sempre più orientato al vegetale: i prodotti adatti a vegetariani e vegani hanno visto salire il loro giro d’affari del 10,5% in un anno. Un’espansione, quello del mondo veg, legato soprattutto all’intensità dell’offerta: l’85% dell’incremento delle vendite registrato nell’anno terminato a giugno 2017 è dovuto alle vendite di nuovi prodotti, per di più realizzate non in promozione. Ci sono le novità sullo scaffale e ci sono i prodotti tradizionali valorizzati in chiave vegana. E così i lanci di  maggior impatto sono stati quelli di zuppe e secondi piatti pronti freschi, che hanno intercettato la domanda dei consumatori, ma si segnala anche l’impatto di prodotti  “classici“ (come frutta secca, legumi, salse e snack) sulle cui etichette è stato specificato che sono adatti anche a vegetariani e vegani.

Il quadro dei prodotti lifestyle si completa con quelli che esibiscono una certificazione religiosa. Spiega l’Osservatorio: “La più rappresentativa è quella kosher, che vale l’1,8% delle vendite complessive del totale alimentare monitorato da Immagino e che nell’anno analizzato è cresciuta in valore dell’8,3%. Decisamente più modesto il segmento dei prodotti halal: rappresentano lo 0,2% del giro d’affari del food e si sono fermati allo 0,9% di crescita. Ma si fa notare il trend controcorrente delle regioni meridionali, dove le vendite di prodotti adatti per musulmani, pur avendo un’incidenza allineata alla media nazionale, sono cresciute in un anno del 9,1%”.

 

Notizia pubblicata il 11/01/2018 ore 16.02

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