Cibo, spreco per 6 mln di tonnellate annue. Ministro Catania: sostenere i più deboli attraverso eccedenze alimentari

Lo spreco di cibo in Italia è pari a sei milioni di tonnellate ogni anno a causa di un eccesso di produzione. La quantità di cibo prodotta in più raggiunge il 17,4% dei consumi annuali, per uno spreco pari a 94 kg di cibo a persona. Il 55% trova origine nella filiera produttiva, il 45% a livello delle famiglie. Lo spreco domestico in particolare equivale a 42 kg di cibo a persona ogni anno, per un valore di 117 euro a persona e quasi 300 euro a famiglia, divisi fra alimenti scaduti o andati a male (42%) e alimenti avanzati ma non riutilizzati (58%).

L’indagine “Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità“, realizzata da Fondazione per la Sussidiarietà e Politecnico di Milano in collaborazione con Nielsen Italia, è stata presentata oggi a Milano e fotografa un fenomeno sul quale da più parti si chiede di intervenire.

Alla presentazione dell’indagine è intervenuto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania. “Il tema dell’aiuto ai poveri, anche attraverso le eccedenze alimentari, è per questo governo particolarmente importante, considerando che il tema dell’etica, declinata in legalità e solidarietà, è per noi caratterizzante – ha detto Catania – Per quanto riguarda il sostegno alle fasce più povere della popolazione, fortunatamente, l’Italia non è all’anno zero. Molto è stato fatto, anche grazie alle food bank e agli enti caritativi che si sono impegnati su questo fronte, e ad alcune misure comunitarie che l’Italia ha saputo sfruttare al meglio in questi anni. Mi riferisco alla misura per gli aiuti agli indigenti, per il cui mantenimento mi sono fortemente battuto sia a Roma che a Bruxelles. Esiste, infatti, un fronte di Paesi che credeva fosse opportuno eliminare questo intervento, che solo all’Italia dava aiuti per circa 100 milioni di euro.  Per il 2011-2012 siamo riusciti a confermarlo, ma per il 2013 la partita è ancora aperta”.

In tema di spreco c’è anche un dato positivo: in cinque anni gli sprechi a tavola sono diminuiti del 66% e più di tre italiani su cinque, causa crisi economica, hanno cambiato le abitudini in cucina cominciando a riutilizzare gli avanzi di cibo. Tutto questo anche se le eccedenze sono ancora alte. A dirlo la Cia-Confederazione italiana agricoltori. “La crisi ha cambiato il rapporto tra gli italiani e la tavola, rendendoli meno “sciuponi” e più attenti al riciclo in cucina – afferma la Cia a commento dello studio sulle eccedenze alimentari –  Negli ultimi cinque anni, infatti, gli sprechi alimentari sono diminuiti del 66% , passando da una quota in valore di 37 miliardi di euro del 2007 agli attuali 12,3 miliardi di euro. In altre parole, più di tre italiani su cinque hanno recuperato le vecchie abitudini delle “nonne” avvezze al risparmio, maestre del “non si butta via niente”. Più che una nuova coscienza ecologica, a cambiare il nostro atteggiamento in cucina è proprio la necessità di “tagliare” le spese familiari, riducendo al minimo le quantità destinate a finire nel bidone e imparando l’arte del reinventare nuovi piatti a partire dagli avanzi”.

Comments are closed.