Europa: no a commercializzazione prodotti alimentari derivati da cloni

Nell’Unione europea sarà vietato l’uso delle tecniche di clonazione per gli animali da allevamento – bovini, suini, ovini, caprini ed equini – e le importazioni di tali cloni. Sarà inoltre vietata la commercializzazione di prodotti alimentari derivati da cloni animali. E’ quanto prevedono tre progetti di legge su clonazione degli animali e nuovi prodotti alimentari adottati oggi dalla Commissione europea. Le proposte, spiega la Commissione, sono incentrate sul benessere degli animali e su altri aspetti etici connessi all’uso di tali tecniche. Il progetto di legge sui nuovi prodotti alimentari rivede l’omonimo regolamento vigente per facilitare l’accesso di prodotti alimentari nuovi e innovativi al mercato dell’UE, pur mantenendo un livello elevato di protezione dei consumatori. Le proposte legislative della Commissione saranno esaminate dal Parlamento europeo e il Consiglio: in questa fase si prevede che tali proposte legislative entreranno in vigore al più presto nel 2016.

Nell’ambito del progetto di regolamento, i nuovi prodotti alimentari sarebbero soggetti a una più semplice, chiara ed efficiente procedura di autorizzazione centralizzata a livello UE, che dovrebbe consentire ai prodotti alimentari sicuri e innovativi di accedere più rapidamente al mercato dell’UE. Per “nuovo prodotto alimentare” si intende in genere un prodotto alimentare non ancora utilizzato in misura significativa per il consumo umano nell’UE prima del maggio 1997, ossia prima dell’entrata in vigore dell’attuale regolamento, e in particolare i prodotti alimentari derivati dall’applicazione di nuove tecniche e tecnologie, quali i nanomateriali. In base al nuovo sistema previsto dal progetto di legge, in caso di innovazione comprovata da nuovi sviluppi scientifici, l’impresa alimentare che presenta la domanda deterrebbe l’autorizzazione alla commercializzazione per 5 anni prima che altre aziende possano iniziare la produzione. C’è da dire che oggi la clonazione non è usata per la produzione alimentare. Nell’Unione europea la commercializzazione di prodotti alimentari derivati da cloni richiederebbe attualmente, a norma del regolamento sui nuovi prodotti alimentari, un’autorizzazione prima dell’immissione sul mercato basata su una valutazione scientifica della sicurezza alimentare effettuata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Finora, nessun operatore del settore alimentare europeo o straniero ha presentato domanda di autorizzazione all’immissione sul mercato di prodotti alimentari derivati da tecniche di clonazione.

In tema di clonazione, il primo progetto di direttiva prevede un divieto temporaneo di utilizzare le tecniche di clonazione negli animali da allevamento, nonché di immettere sul mercato cloni animali e cloni embrionali vivi. Il secondo progetto di direttiva garantisce che prodotti alimentari quali carne o latte derivati da cloni animali non siano immessi sul mercato dell’UE. La clonazione non sarà tuttavia vietata per fini come la ricerca, la conservazione di razze rare e di specie minacciate di estinzione o l’uso di animali per la produzione di prodotti farmaceutici e di dispositivi medici, nei casi in cui l’uso di tali tecniche possa essere giustificato.

Commenta il commissario UE per la Salute Tonio Borg: “L’odierna iniziativa sulla clonazione animale risponde in maniera realistica e attuabile alle preoccupazioni in materia di benessere degli animali, nonché alle percezioni dei consumatori in merito ai prodotti alimentari derivati da cloni animali. Le modifiche in materia di nuovi prodotti alimentari porranno in essere un sistema più efficace, che offrirà ai consumatori dell’UE il vantaggio di un’ampia scelta di prodotti alimentari, creando un contesto favorevole per il settore alimentare europeo.”

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